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20 giugno 2018

Cultura

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22.02.2018

Nasce il Festival dell’Ascolto: darà voce «al disagio»

Dopo la scimmia, emblema dell’ultima edizione dell’omonimo festival estivo, la fondazione Filosofi lungo l’Oglio prosegue lungo la linea dell’iconografia «animalier» e riparte da un elefante per lanciare un progetto che fa proprio il binomio luogo-pensiero della storica rassegna estiva, spingendosi ancora più in là. A livello geografico ma anche di intenti e prospettive culturali. Con un obiettivo ben preciso: «Promuovere la pratica dell’ascolto dando la parola a testimoni di vissuti segnati dal disagio». «DISEGUAGLIANZE» è il leitmotiv che dal 7 al 23 marzo farà da sottofondo alla prima edizione del Festival dell’Ascolto, lontano dagli influssi rivieraschi del fiume Oglio per trovare la sua dimensione nell’area metropolitana di Milano. Grosse orecchie come metafora dell’ascoltare, in continuo movimento come la vocazione itinerante del festival, l’elefante è una proiezione dello spirito che anima la rassegna diretta da Francesca Nodari, promossa dalla Fondazione Filosofi lungo l’Oglio in collaborazione con i comuni coinvolti, la Casa della Carità di Milano, la Caritas ambrosiana, la Caritas della Diocesi di Brescia con l’Associazione 99, pure bresciana. Presentato ieri mattina allo Urban Center di Milano, il Festival dell’Ascolto si articolerà in una serie di incontri con i maggiori pensatori contemporanei: dall’antropologo Marc Augé, che il 7 marzo proprio a Milano (alla Base, in Via Bergognone) presenterà in anteprima il suo ultimo libro «Gratuità. Per il gusto di farlo!» (Mimesis editore) ad Enzo Bianchi, fondatore della Comunità Monastica di Bose (8 marzo, al Cinema Teatro Troisi di San Donato); dalla psicologa Maria Rita Parsi al magistrato Fabio Roia (protagonisti il 14 marzo a Cesano Boscone assieme alla stessa Nodari), passando per la sociologa Chiara Saraceno (20 marzo, sempre a Milano, alla Casa dei Diritti) e il cardinale Francesco Coccopalmerio, ospite il 23 marzo nella Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio di Gorgonzola. Ogni lectio magistralis sarà preceduta da una testimonianza vivida e propedeutica ad un dibattito stimolante resa da «persone che hanno vissuto e stanno elaborando percorsi di vita molto dolorosi». «Un disagio dai mille volti che spesso incontra indifferenza nel quotidiano tumulto delle nostre vite di corsa – ha sottolineato Nodari -. Spezzare il circolo vizioso dell’iperindividualismo è possibile. Mettiamo al centro chi è sempre stato ai margini». Gli appuntamenti, a ingresso libero, sono alle 20.45. •

Elia Zupelli
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