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19 novembre 2018

Cultura

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28.04.2018

POESIA LIQUIDA

L’artista torinese Arrigo Lora Totino fondò la rivista «Antipiugiù»Le api della comunicazione, 2009, collage su tavola 50 x 70 x 23 cm
L’artista torinese Arrigo Lora Totino fondò la rivista «Antipiugiù»Le api della comunicazione, 2009, collage su tavola 50 x 70 x 23 cm

A pochi anni dalla scomparsa di Arrigo Lora Totino, artista e poeta considerato uno dei padri della poesia sonora italiana, la Fondazione Berardelli - che custodisce un'ampia collezione dell'artista, arricchita di recente con nuove acquisizioni - presenta un’antologica, curata da Giovanni Fontana, che scandisce le tappe fondamentali del suo poliedrico percorso creativo. Dopo una prima fase di ricerca legata alle forme post-espressioniste, alla fine degli anni '50 Arrigo Lora Totino si fa ammaliare dall'arte astratta, dai liberi sgocciolamenti e dalle nervose gestualità dell'informale; ma la pittura verrà di lì a poco abbandonata per entrare nel grande regno della poesia, che egli sperimenta in tutte le sue strutture visive e sonore. LA FONDAZIONE della rivista «Antipiugiù» e la ricerca grafica sul linguaggio porteranno l'artista a una pratica compositiva, nella quale ingrandimenti, sovrapposizioni, occultamenti, abrasioni, strappi e fotocopiature creeranno opere nelle quali la parola diviene oggetto grafico-tipografico, capace di effetti cinetici e gestaltici o sistemi strutturali di matrice geometrica. L'influenza delle avanguardie storiche, che avevano incluso la parola e il suono nell’ambito della ricerca visiva e avevano spostato l'interesse non sul significato, ma sulla forma delle parole, porta l'artista a elaborare il linguaggio come sistema rappresentativo di sillabe, lettere e fonemi, utilizzando gli espedienti della ripetizione, della sovrapposizione, del rovesciamento di parole e frasi e diverse tipologie di carattere. La poesia diviene il campo strutturato di funzioni grafico-spaziali, acustico-orali e giochi onomatopeici, come l'opera «Marina», dove una tessitura di parentesi graffe, poste orizzontalmente, simula il mare e i gabbiani. Anche l'elemento sonoro è oggetto di ricerca, sviluppata nei progetti della «poesia ginnica» e delle «mimo-declamazioni», performance nelle quali il linguaggio è indagato nei suoi elementi sonori e gestuali. L'attrazione spasmodica per la potenzialità comunicativa della struttura del linguaggio come immagine, gesto e suono darà luogo alla pubblicazione del suo primo disco «Poesia liquida», realizzata con il «liquimofono, congegno generatore di musica e poesia liquida e inflessioni tuffate nell'idromegafono». Nel '76, sulla scia del Fotodinamismo futurista praticato da Anton Giulio Bragaglia, l'artista analizza la relazione che intercorre tra il dinamismo del corpo nello spazio e la rappresentazione bidimensionale della fotografia, applicandovi successivamente fonemi e parole che creano effetti vibranti. Fotografie di performance si susseguono in mostra con collage su tavola e molte sculture oggettuali o «macchine celibi», pezzi di congegni fissati su disegni tecnici, a esaltare l'inutilità e il gioco. Dagli anni 2000, la parola si accende anche con il colore e con i molti acrilici su cartoncino, che testimoniano il ritorno alla pittura, intesa come atto creativo totalizzante che, tra pennellate, spatolate e segni gestuali, ingloba ogni espressione. • Arrigo Lora Totino: «in fluenti traslati»; Fondazione Berardelli (via Milano, 107;) fino al 12 maggio.

Giampietro Guiotto
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