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20 novembre 2017

Cultura

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28.10.2017

Rolando Rovati,
vortici di colori
a tutta luminosità

Difficile non rimanere ipnotizzati dalle opere di Rolando Rovati, costituite da forme spirali, rampe zigzaganti, traiettorie circolari, ellissi e piani parabolici, sempre accompagnati da colori puri, che emanano un'intensa luminosità. Superata questa prima fase di smarrimento visivo, si può entrare nei dipinti - acrilici, tecniche miste, smalti, collage e ritagli di carte colorate su tavola -, scoprendo l'ordine e il disordine, solo apparente, di spazi labirintici in movimento, perché ogni sua opera è sempre in espansione e moto perpetuo.

DOPO AVER SPOGLIATO le forme e i soggetti di tutto ciò che è superfluo e predisposto le identiche tavole quadrate e rotonde, che riprendono l'ordine e la misura classici, l'artista distende su di esse segni e simboli, forme archetipiche, tasselli e linee, fino ad orchestrare un ritmo e un'aritmia infinita di elementi vorticosi e rotanti di luce, che trovano un loro destino improbabile nel dipinto, dotato di ordine provvisorio. Un ordine a lungo meditato perché nella pittura, tendenzialmente astratta, fatta da variopinte forme fantastiche, geometrie e moduli decorativi, deve permanere sempre una traccia del reale, come una ruota, un groviglio di fili, un ventaglio di linee ed il ripetersi di simboli. «Il colore deve fare festa, deve abbacinare, deve ipnotizzare e trasportare altrove», scrive l'artista bresciano, che ricerca e apprezza l'importanza attribuita al gioco arbitrario dei pensieri e del sogno, tradotti in forme variabili, dove la realtà è solo il punto di partenza per arrivare ad associazioni e immagini libere e dal significato più profondo.

L'artista, attraverso una composizione dalla partitura cromatica e formale infinita, sembra, comunque, aver voluto mettere ordine nella pulsione emotiva, ma nell'esaltazione della forza del movimento e della tensione, che governano queste immagini e queste idee di mondo illusorio, ciò che emerge è la potenza della variabilità. Come un grande mandala, le opere di questa mostra, curata da Fausto Lorenzi, appaiono immagini sintetiche e dinamiche, che rappresentano e tendono a far superare le opposizioni del multiplo e dell'uno, dello scomposto e dell'integro, del differenziato e dell'indifferenziato, dell'esterno e dell'interno, del diffuso e del concentrato, del visibile apparente e del reale invisibile, per proiettarsi, infine, verso il regno della variabilità universale.

Rolando Rovati: «Nella sala degli specchi»; Brescia, AAB, Vicolo delle Stelle 4; fino all’8 novembre.

Giampietro Guiotto
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