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16 ottobre 2018

Cultura

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18.11.2017

SENTIERI
D’INCANTO

«Sentieri»: acrilico su tela, 80 x 120 centimetri (2016)«Il sentiero della capra bianca»: acrilico su tela, 50 x 35 cm (2017)
«Sentieri»: acrilico su tela, 80 x 120 centimetri (2016)«Il sentiero della capra bianca»: acrilico su tela, 50 x 35 cm (2017)

I dipinti di Giulio Mottinelli regalano visioni semplici, essenziali, come d'incanto.

Tutta l'anima dentro un quadro. Tutta la vita a rincorrere i colori e le forme della natura lungo i sentieri dei boschi, quelli dell'amata Valle Camonica, tra famigliari contrade, assiepate a proteggere il calore umano, e squarci di campi, ora tutti innevati in questa mostra, a conservare il calore della terra.

Distese di campi imbiancati hanno molto a che fare con la poesia, perché essi sono segnati dall'assoluta assenza dell'uomo, dal silenzio del suono e dal tempo sospeso, che accompagna ogni nevicata.

L'ARTISTA solca tanti sentieri - come titolano la mostra e il catalogo, curato da Mauro Corradini -, perché la pittura è anche un viaggio della scoperta, nel quale, mano a mano e senza averlo previsto, tutto diventa così magico e incantato, esaltazione di ogni senso.

La neve aspetta il pittore-viandante Mottinelli, accompagna la sua solitudine, che scompare nella contemplazione di quei luoghi.

Ogni preoccupazione o patimento si estingue, perché la toccante bellezza della natura prima ci sorprende, per poi farci ammutolire.

È QUESTA la meraviglia, prerogativa degli dei e rapimento emotivo degli uomini, perché la contemplazione del paesaggio in Mottinelli è ascolto di esso, immedesimazione ed empatia, sentimenti necessari a scivolare nell'assenza di pensiero, colmo di bellezza, in un silenzio ovattato proprio della neve, nel quale finalmente ci sentiamo in pace.

Se un tempo per gli antichi ogni luogo aveva attinenza con la divinità, e dunque era avvertito come sacro, nelle opere di Giulio Mottinelli il luogo è manifestazione del meraviglioso. Come un ponte tra il potere fisico e quello metafisico.

In questa mostra sulla «Via Lattea», tra alberi che con la loro chioma invernale ricamano gigantesche ombre sulla neve cristallina, l'artista ci conduce tra segreti sentieri «delle betulle, della capra bianca, dei carbonari, dei cervi», per farci ritornare attoniti come bambini.

L'arte si assume qui il compito di trascinarci nel mondo dell'immaginazione e del sogno a occhi aperti, tanto che la neve è talmente fitta da sommergere anche l'unico, esile ramo nel «Sentiero dei galli».

IN QUEST'OPERA, il ramo che dall'alto pende verso il basso sembra entrare nell'illusoria bufera di neve del fondo, per diventare fragile ombra che graffia il cielo.

Giulio Mottinelli, nell'ammirare l'albero solitario, ne scopre l'umiltà, e resta accanto al suo tronco, osservando per ore il paesaggio, che si estende lontano verso le cascine assiepate in cima al monte, oltre i campi innevati.

Il paesaggio è modesto, semplice presenza vegetale, luogo della memoria che, nel segno di una grazia francescana, fa mulinare anche il vento, per far smuovere i grappoli rossi del sorbo e invitarlo a far cadere altri fiocchi di neve e frutti golosi. E il merlo pazientemente aspetta.

Giulio Mottinelli: "Sentieri"; Brescia, Antica Pieve di Urago Mella (Via della Chiesa, 136); fino al 17 dicembre.

Giampietro Guiotto
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