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21 novembre 2017

Cultura

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19.10.2017

TESTIMONI
DI REALTÀ

Fabiana Zanola. Benedetta Venditti e Luisa BondoniKen Damy FOTO CARLO GAIANI ’96
Fabiana Zanola. Benedetta Venditti e Luisa BondoniKen Damy FOTO CARLO GAIANI ’96

Lo scatto negato. Pudore, dinieghi professionali, ragioni intime. Ma anche non detti: dallo scrigno di 31 fotografi sono uscite altrettante immagini mai mostrate in pubblico per mille motivi. I nomi sono di rilievo: Fausto Podavini, vincitore con «Mirella» della sezione Daily Life al World Press Photo nel 2013, Sergio Ramazzotti, Paolo Woods, Ken Damy, Vincenzo Cottinelli, Umberto Favretto, Gianluca Checchi, Eros Mauroner. E tanti altri. Comporranno un'esposizione particolare, allo Spazio Contemporanea di corsetto Sant'Agata, nella mostra «Immagini indifese», da domani (vernice alle 18.30) sino al 5 novembre.

C'È DI TUTTO: corpi nudi destrutturati, esultanze elettorali, ritratti famigliari, momenti crudi tra obitori e ospedali psichiatrici. Con uno scopo nobile: ogni singola fotografia è stata donata dagli autori a Fondazione ANT, e sarà acquisibile attraverso una donazione che andrà a sostenere i progetti gratuiti di assistenza specialistica domiciliare ai malati di tumore, come spiega Benedetta Venditti della stessa ANT. «I nostri fotografi sono contesi tra il senso di responsabilità davanti alla sofferenza e il dovere di documentare - aggiunge Luisa Bondoni, curatrice del percorso insieme a Fabiana Zanola -, sospesi nel senso di vertigine tra l'ansia di portare fino in fondo il proprio ruolo di testimone, di fornire una prova alla memoria collettiva e il tormento della domanda: sto facendo la cosa giusta?».

L'esposizione si divide in due sottosezioni tematiche: da un lato il dolore della realtà, raccontato in tutta la sua assurdità, dall'altro la riflessione su questioni intime e racconti personali. A cui si aggiunge una chicca al buio: tre scatti esposti in uno spazio oscurato, che necessitano di torce per essere illuminate. L'apice, per significato e forza espressiva, dell'intera carrellata. «Queste fotografie ci permettono di essere in quel preciso luogo e in quel preciso istante per una frazione di secondo – prosegue Luisa Bondoni -. Ci permettono di condividerne la crudeltà, l'illogicità, la follia. Ci permettono di entrare per un attimo nella storia. Un'immagine ha un proprio significante, ma il significato può cambiare sia per libera associazione di idee sia per deliberata intenzione di chi l'ha scelta».

La mostra è visitabile giovedì e venerdì dalle 15.30 alle 20, sabato e domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 20. Info sulla pagina Facebook «Immagini indifese» e sul sito ant.it/lombardia. In programma c'è un incontro sul tema della dignità umana, venerdì 27 ottobre alle 20. Ospiti le curatrici Fabiana Zanola e Luisa Bondoni, con Alberto Prina, coordinatore generale del Festival della Fotografia Etica di Lodi.

Jacopo Manessi
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