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21 luglio 2018

Cultura

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01.12.2017

UNA FIERA D’ ARTE

Marcello Gobbi: silicone su fibra di vetro e tessuto e tecnica mistaGiuseppe Bergomi: Naba rannicchiata in poltrona
Marcello Gobbi: silicone su fibra di vetro e tessuto e tecnica mistaGiuseppe Bergomi: Naba rannicchiata in poltrona

Jacopo Manessi Un piccolo gotha selezionato: esponenti di un pragmatismo tutto bresciano, declinato secondo linguaggi differenti. Decani del mestiere ma anche giovani già consolidati e incasellati dal critico Fausto Lorenzi - curatore della mostra con lo studio Ri+ -, in un'esposizione misurata con il calibro. Che sa tanto di prima volta. O prima di una lunga serie, come si preferisce leggerla. DA IERI, vernissage in zona aperitivo, sino al 28 gennaio il luminoso foyer della fiera di Brescia, Brixia Forum – rimodernato – sarà riempito con una carrellata di opere selezionate firmate da 23 interpreti nostrani della specialità: la mostra «Brescia. L'arte del concreto. Pittori e scultori bresciani fra tradizione e nuove inquietudini», è organizzata dalla stessa Brixia Forum insieme all'Associazione Artisti Bresciani, con il patrocinio della Camera di Commercio di Brescia. Un tour a mo' di abbozzo dei vecchi salon ottocenteschi, l'ha definito Lorenzi, in uno spazio per tradizione consacrato al commercio e alle fiere che, su volontà di Giovanna Prandini (presidente di Pro Brixia), vuole aprirsi agli influssi alti: quelli della cultura. In scaletta ci sono i bronzi intimisti di Giuseppe Bergomi, le tele cangianti di Giulio Mottinelli e del suo inconfondibile lirismo magico-naturale, il segno essenziale ed elegante di Camilla Rossi, le perturbazioni sulla psiche di Armida Gandini. E ancora: Iros Marpicati, che tra congegni metallici, oggetti aguzzi e assilli materici «crea paesaggi di memoria macchinista», i riflessi interiori di Albano Morandi, tra geometrie e astrattismo, i colori di Attilio Forgioli e i sofisticati giochi figurativi di Elena Monzo, che strizzano l'occhio all'ironia sulla cultura globale tra oriente e occidente. Il materiale, non manca. «Solitamente gli eventi artistici si accumulano verso il centro storico della città, mentre in questo caso puntiamo volutamente alla periferia e a un luogo di grande importanza – riflette Lorenzi –. L'idea è nata ed è stata concepita in pochissimo tempo: siamo di fronte a protagonisti che usano i mezzi tradizionali dell'arte, ma non disdegnano le nuove tecnologie. L'arte del concreto tiene conto dell'intelligenza delle mani e si muove in una dimensione dello spazio e del tempo che va restringendosi». C'è di che sorprendersi, osservando gli spazi ampi e luminosi che si affacciano sul padiglione della fiera, impreziositi dalle opere presenti. «Abbiamo fatto alcuni sopralluoghi e ci siamo innamorati subito dello spazio – aggiunge Massimo Tedeschi, presidente di Aab –. L'arte contemporanea dialoga in questo caso con quello che la circonda, secondo i canoni della sobrietà e dell'eleganza. Un luogo che può prestarsi a esporre anche in futuro. Per togliermi un sassolino dalla scarpa: spesso dicono che Aab sia un po' statica. Credo che con questa mostra potremo smentire, visto che sono rappresentate tre generazioni di artisti». Visitabile da lunedì a venerdì dalle 10 alle 16, sabato e domenica 15.30-19 (info@aab.bs.it, 030 45222). •

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