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19 febbraio 2018

Cultura

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28.01.2018

Addio Zard, portò in Italia le più grandi stelle del rock

David Zard ha portato Notre Dame de Paris in ArenaDavid Zard è stato tra i più grandi producer di sempre in Italia
David Zard ha portato Notre Dame de Paris in ArenaDavid Zard è stato tra i più grandi producer di sempre in Italia

ROMA Negli anni d’oro in cui portava in Italia i mega tour di Madonna, i Rolling Stones e Michael Jackson, gli stadi italiani avevano imparato a misurarsi con il carisma di David Zard. Quando la pressione del pubblico sul prato rischiava di diventare pericolosa per le prime file a ridosso delle transenne, lui usciva sul palco e intimava: «Tre passi indietro, fate tre passi indietro ... altrimenti la musica non comincia». Pochi minuti e la situazione tornava normale. Zard era malato da tempo, solo la sua tempra eccezionale gli ha permesso di tirare avanti tanto a lungo. Era nato a Tripoli nel 1943, la stessa generazione dei giganti del rock inglese, ed era un uomo cosmopolita e poliglotta con relazioni in tutto il mondo. Insieme a Franco Mamone ha introdotto in Italia la figura moderna del promoter, contribuendo alla diffusione del rock nel nostro Paese. Dagli anni ’70 in poi ha organizzato i concerti di David Bowie, Bob Dylan, Frank Zappa, Genesis, Bob Dylan, Lou Reed, Elton John, Tina Turner, attraversando anche la stagione dell’autoriduzione e della contestazione violenta, quando purtroppo i concerti degeneravano in scontri con polizia e i lacrimogeni erano spesso un corollario degli eventi. Non per niente l’Italia fu tagliata fuori dal giro internazionale dei concerti. Dopo l’esperienza del trittico kolossal Madonna, Stones, Michael Jackson, aveva lavorato con il Cirque du soleil e soprattutto si era dedicato al rinascita del musical, anzi del «melodramma moderno», come lo chiamava lui. Con il successo clamoroso di «Notre dame de Paris» di Riccardo Cocciante, aveva riaperto la strada al teatro musicale in Italia, producendo spettacoli come «Dracula», «Tosca - Amore Disperato» di Lucio Dalla, e l’altra opera di Cocciante «Romeo e Giulietta - Ama e cambia il mondo». Negli ultimi anni seguiva la carriera di Gianna Nannini. Era apparso anche in un piccolo ruolo nel film «Il muro di gomma» di Marco Risi. David Zard lascia la moglie Patrizia e il figlio Clemente, già attivo nel mondo della musica. «David Zard ha portato per primo nel mondo dello spettacolo italiano la figura professionale del grande organizzatore all’americana, con una visione creativa, oltre che realizzativa, del prodotto. Interveniva sui testi, sulle composizioni musicali, sulle scenografie, imponendo il buon gusto e interpretando le esigenze del pubblico», ammette l’ex presidente della Siae, Giorgio Assumma, ricordando il produttore discografico scomparso a Roma. «Non aveva un carattere facile e spesso si trovava in contrasto con gli artisti, ma finiva sempre per imporre la sua indubitabile genialità ed esperienza», aggiunge Assumma, amico di Zard da quasi cinquant’anni. «Lo conosco da quando arrivò in Italia dalla Libia, da cui fu allontanato in quanto ebreo. Lì aveva un autosalone. Ha saputo reinventarsi completamente, lasciando un segno indelebile nella storia dello spettacolo italiano». «È morto David Zard, poeta dello spettacolo». Inizia così il post che Gianna Nannini ha dedicato sui suoi profili social a Zard che negli ultimi anni era diventato il suo agente e produttore. «Ha lavorato con me negli ultimi tre anni – afferma la rocker senese – ho capito quanto affidarmi a lui avrebbe avuto un valore per la storia della musica italiana. David ha sempre creduto nello spettacolo come forma di amore, scambio delle culture. Ha portato in Italia dei grandi ma ha sottolineato nella musica italiana. Ha creduto solo lui nell’importanza del melodramma italiano e ha inventato l’opera contemporanea facendo di «Notre dame de Paris» di Cocciante un successo senza uguali». •

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