Seguici... Facebook Twitter Google+ Feed RSS
24 ottobre 2017

Cultura

Chiudi

09.09.2017

ALLA FINE
DEL MONDO

Il giornalista e scrittore Arturo Perez-Reverte, 65 anni
Il giornalista e scrittore Arturo Perez-Reverte, 65 anni

Guarda in faccia la realtà senza fare sconti alle nuove generazioni e neppure a quelle che le hanno precedute, Arturo Perez-Reverte, al Festivaletteratura di Mantova con il primo libro di una nuova serie «Il codice dello Scorpione» (Rizzoli, pp. 350, 20 euro) che segna il debutto di un nuovo agente, Lorenzo Falcò, ex trafficante d’armi, spia franchista che non ha religione, ama il pericolo e le donne.

«Il peccato della nostra generazione è non aver educato i giovani alla complessità. Oggi quello che muove le idee sono i tweet ma il mondo non si può riassumere in 140 caratteri. Ci vogliono uguali nella mediocrità. I ragazzi di oggi esigono etichette facili, il bianco o il nero, non amano le sfumature. Li abbiamo educati a questo. Il mondo in cui siamo cresciuti noi è destinato a morire», dice Perez-Reverte, per 21 anni reporter di guerra, ora scrittore che attinge ai ricordi delle tante e terribili cose che ha visto. «La nostra è una battaglia persa, non la vinceremo anche se ognuno di noi fa la sua piccola battaglia di retroguardia. «Dovremmo educare i nostri figli in questo mondo complesso e confuso a pensare come i greci, lottare come i troiani e morire come i romani», sottolinea Perez-Reverte e aggiunge che «l’Europa è andata a farsi friggere e che Roma, come modello dell’impero d’Occidente, convinta di poter trattare con i barbari, merita di essere distrutta».

Ambientato nel 1936, nei giorni della guerra civile spagnola, «Il codice dello scorpione» mette in discussione anche la visione di questo scontro. «C’è un nuovo sguardo sulla guerra civile spagnola, molto manicheo. Una guerra di militari cattivi contro il popolo buono, ma gli scontri civili sono più complessi e non c’è bisogno di spiegarlo a un italiano», spiega Perez-Reverte, 66 anni, che dal 2003 è membro della Reale Accademia di Spagna e ha visto i suoi libri tradotti in 40 lingue. «Con Falcò ho voluto presentare un eroe anormale, che non ha nessuna ideologia se non il proprio interesse perchè la guerra, il conflitto e il personaggio sono un’avventura, non una questione ideologica», incalza il giornalista-scrittore che ha già pronto il secondo libro della serie, in uscita il prossimo ottobre in Spagna, e ha terminato da poco il terzo. «Tre sono sicuri, poi vediamo se sarà più di una trilogia», annuncia.

Non è finita neppure con il Capitano Alatriste, protagonista di sette libri, che è l’opposto di Lorenzo Falcò. «C’è una differenza fondamentale fra i due personaggi: Alatriste ha avuto fede, ha creduto in parole come Dio, patria, bandiera ma la sua vita lo ha spogliato di queste parole. È uno spogliato. Falcò è un perfetto figlio di puttana fin da piccolo, non crede in nulla se non che la vita sia un’avventura, è machista, violento, ma quando trova dei veri valori nelle persone, le rispetta. Bisogna ricordare però che è un personaggio del ’37, non possiamo confrontare il suo sguardo con quello di un uomo del 2017», spiega Perez-Reverte. E ci tiene a precisare che: «Non sono nè Alatriste, nè Falcò ma il mio sguardo sul mondo assomiglia al loro, e tutta la mia vita di romanziere è una lotta per evitare di essere troppo presente nei miei personaggi». Falcò non è comunque un personaggio inventato, letterario: «L’ho conosciuto.

«Quando parlo di morti e uccisioni parlo di cose personali, che ho visto con i miei occhi in 21 anni da reporter di guerra. Falcò viene dalla mia memoria, viene dalla mia stessa vita e questo gli da un elemento in più di realtà di cui sono soddisfatto», racconta Perez-Reverte che è arrivato alla professione di reporter dai libri («per vedere se quello che raccontavano era vero. Davanti all’orrore leggevo le Vite di Plutarco») e alla fine ai libri - che «non sono di memoria, ma la mia memoria» - è tornato.

Mauretta Capuano
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1

Sondaggio

Dopo gli attentati dei terroristi islamici a Parigi, quali misure andrebbero adottate dall'Italia?
ok