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martedì, 24 ottobre 2017

Ligabue fra musica e cinema
«Riko, il malessere per l’Italia»

Ligabue sta ultimando il suo terzo film (BATCH)

«Una lettera quasi disperata di amore frustrato verso questo Paese»: così Luciano Ligabue descrive il lavoro degli ultimi anni, che troverà il suo compimento nel suo terzo film, «Made in Italy», in uscita all’inizio del 2018. «Il film è il compimento, poi passerò ad altro, ma dovevo completare un percorso e per farlo ho avuto bisogno di mandare avanti un altro, Riko, che vive in modo meno privilegiato del mio. È come se fosse uno dei miei amici storici, gli pseudoanimali che frequento da anni e che mi tediano sulla pensione e le vessazioni fiscali. Questo lavoro tende a farti diventare un po’ stronzo, io ogni venerdì sera vado in questo posto, dove abbiamo ricostruito il nostro bar, con il biliardo e il tavolo per mangiare, e loro mi prendono per il culo: è una medicina che funziona abbastanza».

Tenere i piedi per terra per Ligabue è una necessità perchè «una mia canzone sulla fame in Africa sarebbe inutile, una canzone è fatta di sentimento, di emozioni, non di idee». Allo stesso modo, Riko - prima nel cd omonimo e poi nel film dove avrà il volto di Stefano Accorsi - è il suo alter ego normale e in quanto tale può raccontare «questo sentimento», che Ligabue ha iniziato a esprimere - ricorda - con «Buonanotte all’Italia», canzone con cui tentò di esprimere «sentimentalmente e non in maniera ideologica» quello che prova per il suo Paese.

Ecco dunque Riko, preso nel pieno della classica crisi di mezza età, che si rende conto che «non sta andando dove pensava». È fedele allo stesso lavoro e alla famiglia e non è felice, ma soprattutto «ce l’ha con il mondo, che ha disilluso le sue aspettative: credeva di vivere in un mondo in cui le persone condividevano un destino comune e invece le cose vanno in direzione opposta, anzi la forbice tra chi ha e chi non ha si allarga sempre di più». Riko ha fatto sua la lezione del Gaber di «Qualcuno era comunista perchè credeva di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri» .