Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner o scorrendo questa pagina acconsenti all'uso dei cookie.
mercoledì, 18 luglio 2018

Pirandello, la casa
apre le porte
per i 150 anni

Ritratto di Luigi Pirandello (BATCH)

ROMA

La scrivania dove nacquero i Sei personaggi. Le grandi vetrate del salotto dove ebbe la notizia del Nobel nel ’34. E poi la biblioteca, le fotografie, i ritratti di Marta Abba, la camera da letto dove dormì fino all’ultimo, persino le medicine nel cassetto.

Tutto è rimasto come era nella Casa Museo di Luigi Pirandello (28 giugno 1867 - 10 dicembre 1936), sua ultima dimora a Roma, in via Antonio Bosio 13/b, oggi cuore delle celebrazioni per i 150 anni della nascita del drammaturgo. In programma fino a gennaio, un calendario di mostre, incontri, film e lectio magistralis, curati dall’Istituto di studi pirandelliani e sul Teatro contemporaneo e dal Comitato promotore Pirandello 150, con Andrea Camilleri presidente.

«Per vedere una casa così, a Parigi - dice il presidente dell’Istituto Paolo Petroni - bisognerebbe prenotarsi un mese prima. A Roma invece le persone conoscono la casa di Goethe, ma qui fino a qualche anno fa era più facile arrivasse un giapponese con la guida in mano, piuttosto che un italiano. Queste celebrazioni sono un’occasione per farla conoscere, oltre che per parlare e mantenere viva la produzione di Pirandello».

«Questo è un paese che non capisce - prosegue Gabriele Lavia, interprete pirandelliano per eccellenza e tra i protagonisti delle celebrazioni - Pirandello è un gigante, probabilmente anche più grande di Shakespeare. Capisce quello che non aveva capito Platone. Ma da noi c’è una grande dimenticanza».

«I 150 anni - concorda il direttore generale per le Biblioteche e Istituti culturali del Mibact, Rosanna Rummo - devono essere l’occasione per andare avanti e non fermarsi a una semplice celebrazione».

Il calendario prende il via il 6 ottobre al Teatro di Villa Torlonia con il Festival Ecco come parla la verità, dall’ultima battuta del «Così è se vi pare». Tre serate a cura di Petroni sul tema centrale nella poetica pirandelliana Verità e Identità con lezioni magistrali di Giorgio Patrizi, Umberto Galimberti, Valerio Magrelli, Remo Bodei, Giancarlo Da Cataldo e Gabriele Lavia. Si prosegue poi con Il caso Pirandello, mostra curata da Claudio Strinati e Petroni con autografi, tele dipinte dallo stesso Pirandello, foto inedite e costumi (21 novembre-14 gennaio, Teatro di Villa Torlonia e Casa Museo).

E poi Pirandello e il cinema, a cura di Amedeo Fag, con i film cui collaborò il Premio Nobel, le pellicole ispirate invece ai suoi lavori e tavola rotonda con Marco Bellocchio e fratelli Taviani (25-29 novembre, Sala Trevi e Casa Museo).

Infine, Mondo di carta, tre serate di letture sceniche delle Novelle per un anno curate da Roberto Antonelli e Adriano De Santis, con introduzioni di Annamaria Andreoli, Antonella Ottai, Giorgio Patrizi.