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22 settembre 2018

Cultura

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08.03.2018

Ranieri: «Sogno come Léon Un occhio sempre aperto!»

Ranieri a Brescia canterà anche «Rose rosse» a «Se bruciasse la città»
Ranieri a Brescia canterà anche «Rose rosse» a «Se bruciasse la città»

Massimo Ranieri sarà al Gran Teatro Morato in via San Zeno a Brescia sabato alle 21.30 con «Sogno e Son Desto - in viaggio», nuova edizione dello spettacolo che ha avuto un grandissimo successo su Raiuno, ideato e scritto con Gualtiero Peirce: un inno alla vita, all’amore, alla speranza nel quale Massimo Ranieri sarà accompagnato da un’orchestra formata da Max Rosati alla chitarra, Flavio Mazzocchi al pianoforte, Pierpaolo Ranieri al basso, Luca Trolli alla batteria, Donato Sensini ai fiati e Stefano Indino alla fisarmonica. «Non sogno “o” son desto come recita il detto popolare - dice Massimo Ranieri - ma sogno “e” son desto. Nel senso che mi tocca e ci tocca sognare, ma con un occhio aperto e uno chiuso. Mi viene in mente a questo proposito l’immagine di Jean Reno nel film «Léon», quando appunto dorme con un occhio aperto e uno chiuso dietro gli occhiali; lui, terribile killer, che proteggerà la piccola Mathilda interpretata da Natalie Portman». Nel programma della serata ci sono anche varie canzoni napoletane. «Non solo, perché soprattutto ci sono le mie canzoni: da “Vent’anni” a “Rose rosse”, da “Se bruciasse la città” a “La voce del silenzio”; insomma i miei cavalli di battaglia - continua Ranieri -. Poi ci sono alcune macchiette, per rendere omaggio ai più grandi cantanti di questo genere musicale e teatrale che sono stati Roberto Murolo e Nino Taranto, un omaggio al mio adorato amico Pino Daniele e uno al più grande chansonnier di tutti i tempi, Charles Aznavour, con cui ho anche lavorato». Non solo canzoni, comunque in questo spettacolo. «Infatti, c’è anche il Ranieri attore. Recito un Sonetto di Shakespeare e uno di Seneca, una citazione di Prezzolini… e poi, all’interno dello spettacolo, alcune canzoni napoletane delle quali non posso assolutamente fare a meno come “Anema e core”, “Resta cu ’mmé” e “Pigliate ‘na pastiglia” del divino Renato Carosone. Insomma uno spettacolo che mi sembra bene articolato, che è un po’ per tutte le famiglie, come direbbe qualcuno: diretto ai miei coetanei ma anche ai ragazzini o alle ragazzine di dodici, tredici anni che vedo spessissimo come ai miei spettacoli». PROPOSTA che richiede anche un gesto atletico a Massimo Ranieri, per passare continuamente dalle vesti di cantante a quello di attore. «Certo non manca nemmeno il “Ranieri fisico”, diciamo così, anche perché il pubblico se l’aspetta, giustamente, visto che mi ha conosciuto così: e io cerco di darglielo, finché ho la possibilità fisica e mentale per farlo, ovviamente». Uno spettacolo ha sempre momenti particolarmente complessi. «Lo scoglio più difficile è il momento aznavouriano. Se pensiamo che questo artista in una sua canzone affrontava ben 49 anni fa il tema dell’omosessualità, in un contesto dove a questo non si doveva nemmeno accennare, non posso che esprimere la mia grandissima ammirazione per il coraggio di Charles Aznavour». I biglietti per lo spettacolo di sabato sera al Gran Teatro Morato sono in vendita a 46 euro per la platea numerata, a 34,50 per la tribuna rialzata numerata, e a 23 euro per il biglietto ridotto. •

Luigi Fertonani
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