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mercoledì, 18 ottobre 2017

Soyinka: «Le migrazioni?
Servono risposte in Africa»

PORDENONE

Le responsabilità dei tragici flussi migratori che si infrangono sulle coste italiane si cerchino nei Paesi d'origine. Lo dice Wole Soyinka, nato in Nigeria nel 1934 e premio Nobel per la letteratura nel 1986. Lo scrittore ha ricevuto ieri a Pordenonelegge il premio Crédit agricole Friuladria «per aver saputo raccontare il sostrato mitico della realtà africana con la coscienza letteraria di un autore profondamente immerso nella cultura europea novecentesca», spiega la motivazione.

Dall'ampia prospettiva culturale e con una poetica fuori dagli schemi, Soyinka, autore di saggi sulla cultura e sul mito africani e de «Gli interpreti», suo primo romanzo editato da Jaka Book, riceve il riconoscimento in un momento cruciale per i rapporti fra Nord e Sud del mondo, espressi anche dalla gestione europea delle migrazioni, sulla quale si pronuncia: «È un problema che va affrontato sia nei Paesi di partenza sia in quelli d'arrivo, altrimenti continueremo a raccogliere corpi. Ma le responsabilità devono essere assunte dagli Stati d'origine che devono dare soluzione alle cause che spingono questi spostamenti. Se sono le guerre civili, si risolvano i conflitti prima che inizino le migrazioni. Se sono la penuria e l'indigenza, si garantiscano condizioni economiche adeguate. Ma in tanti Stati queste responsabilità non si prendono perché le società sono organizzate a piramide e chi sta in alto non si cura di chi sta in basso».

Anche dall'altro lato del Mediterraneo, però, si deve una risposta: «Non c'è scelta: i barconi non si possono respingere perché quelle persone fanno parte della grande società umana. È vostra responsabilità accoglierli e mettere a punto un approccio concertato con i Paesi d'origine. Ma è una soluzione a breve. Per quelle a lungo termine si deve agire in Africa».

Ed è proprio qui che Soyinka si impegna. Nella grande città nigeriana di Lagos, a 50 anni dalla guerra civile che si scatenò per l'indipendenza del Biafra, sta organizzando un festival dedicato alla cultura di colore e alla diaspora. Uno dei temi sarà il nero nel blu, come il blu delle acque del Mediterraneo, e proporrà un focus sui viaggi attraverso l'Africa e verso i Paesi europei, come l'Italia.M.V.A.