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03.02.2015

Donne nella Grande guerra
Il coraggio dimenticato

La presentazione della mostra «La Grande guerra e il coraggio delle donne», ieri in Loggia
La presentazione della mostra «La Grande guerra e il coraggio delle donne», ieri in Loggia

La Storia, quella con la esse maiuscola, si è sempre dimenticata delle donne. Solo più recentemente gli studi, soprattutto di ricercatrici, si sono appuntati sul contributo nascosto e negletto dell'altra metà del cielo all'evolversi del tempo, positivo o negativo che sia. Anche in periodo bellico.
IN QUESTA direzione va l'iniziativa denominata «1915-2015 La grande guerra e il coraggio delle donne» organizzata dall'associazione Zanardelli, dalla Fondazione Giacomini-Meo- Fiorot Musei Mazzucchelli e dalla Croce Rossa, all'interno del programma delle manifestazioni per il centenario del primo conflitto mondiale promosso dalla Presidenza del Consiglio.
Il progetto comprende un convegno il 24 aprile sul ruolo femminile nel conflitto, con relazioni e racconto di testimonianze, più una mostra nella sede di Ciliverghe di Mazzano, che resterà aperta da quel giorno fino al 5 luglio per consentire prima alle scolaresche, poi ai grest degli oratori di visitarla, costo 4 euro, gratis l'accompagnatore ogni 10 ragazzi e gratis per tutti il giorno 24. Ieri in Loggia l'annuncio è stato fatto dalla vice sindaco Laura Castelletti, dalla vice presidente della fondazione Pierangela Gemignani, da Carolina David della Croce Rossa, da madre Carmela delle Ancelle, da Paola Galoppini, insegnante delle Orsoline. Quattordici sono stati gli istituti religiosi invitati ma solo in quattro avevano documentazione adatta nei loro archivi, oltre ai due citati le suore di Santa Giovanna Antida e le suore di Maria Bambina.
I DURISSIMI anni della guerra videro a casa donne sole impegnate a sostentare la famiglia, donne in fabbrica a sostituire gli operai al fronte, donne negli ospedali accanto ai feriti. Anche signore in armi come Viktoria Savs, per quasi due anni con il padre nelle linee austriache. C'erano le crocerossine, ricordate soltanto come angeli della corsia o come ammaliatrici da pellicola, invece coinvolte in un lavoro tragico e pesantissimo.
Due studiosi del benemerito Corpo, Ornella Zagami e Fabio Zucconi, riferiranno l'una la storia di tre infermiere volontarie internate a Katzenau, in barba ai trattati internazionali, l'altro la storia delle sorelle Enrica e Virginia Marinaz, nella prima guerra mondiale all'opera con gli austriaci, mentre nella seconda con gli italiani, «a dimostrazione dell'imparzialità della Croce Rossa che di tutti si cura, senza parteggiare» nelle parole di Carolina David.
LA CROCE ROSSA nella mostra porterà le cartoline tipiche di quegli anni con l'immagine delle crocerossine, porterà divise e altra oggettistica. Mentre i musei metteranno a disposizione il loro patrimonio storico, soprattutto quello puntato sulla vita quotidiana in quell'inizio di Novecento.
Altri relatori, venerdì 24 aprile, a partire dalle ore 10, saranno Vittorio Lo Jacono, scrittore palermitano che metterà in risalto il sacrificio delle donne della sua isola, la regione che ebbe il maggior numero di caduti pur essendo la più lontana dai confini contesi, il saggista Alessandro Gualtieri che parlerà del suo testo “La grande guerra delle donne, rose nella terra di nessuno”, Bruna Franceschini, autrice bresciana del romanzo “Vincitori o vinti?”, suor Domenica Fagnola coautrice del libro “Figlie di pace tra gli orrori delle guerre”. Si aggiungeranno alla fine testimonianze di religiose.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Magda Biglia
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