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26 settembre 2018

Economia

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13.06.2018

Acciaio, il Tar
boccia la multa
da 140 milioni

Le aziende del tondo accusate di fare cartello hanno vinto il ricorso
Le aziende del tondo accusate di fare cartello hanno vinto il ricorso

BRESCIA I gruppi leader della siderurgia bresciana (e non solo) non fecero cartello - dal 1989 al 2000 - per condizionare le quotazioni del tondo da cemento armato. Dopo l’assoluzione della Corte Ue, è arrivata quella della giustizia amministrativa italiana. IL TAR del Lazio ha accolto tutti i ricorsi, annullando il pacchetto di oltre 140 milioni di euro di sanzioni inflitte dall’Agcm, l’antitrust nazionale. A dare un colpo di spugna ai primi 51 milioni di euro di multe era stata la Corte europea. Per il collegio giudicante la Commissione Ue prima e il Tribunale dell’Ue poi avrebbero commesso «errori di diritto», non concedendo alle parti la possibilità di difendersi con un’audizione. In Italia le aziende erano accusate di coordinare le strategie commerciali, assicurarsi ricavi e margini migliorativi di quelli conseguibili in un contesto concorrenziale nella vendita di tondo da cemento armato e rete elettrosaldata. Nelle riunioni mensili nell’associazione Nuovo Campsider e nei vertici della Commissione prezzi in Camera di commercio a Brescia - per l’antitrust - i gruppi promuovevamo lo scambio sistematico di dati individuali ed estremamente sensibili sulla strategia di approvvigionamento delle imprese e sulle quantità programmate di offerta. La finalità, per l’Agcm, era di coordinare le rispettive politiche di prezzo e, facendo cartello, imporre le quotazioni del rottame ferroso. Le aziende si sarebbero servite della Commissione prezzi della Cdc per concordare in anticipo i valori (base e extra) da applicare sui prodotti oggetto dell’intesa. IL TAR del Lazio ha smontato la tesi dell’Antitrust, rilevando «carenze istruttorie nella fase di accertamento delle presunte violazioni» e osservando che le prassi utilizzate dalla Cdc e dalle aziende per definire i listini dei prezzi della componente «extra», è «comune in tutto il settore siderurgico, anche a livello internazionale». Annullate le sanzioni di 6.356.778 euro a Iro, 30.410.149 euro ad Alfa Acciai, 10.844.341 euro a Ferriera Valsabbia, 29.429.460 euro a Feralpi Siderurgica, 43.539.144 euro a Ferriere Nord, 15.029.600 euro a Riva Acciaio, 119.948 euro a Stefana e 7.099.481 euro a Ori Martin. •

Cinzia Reboni
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