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22 settembre 2017

Economia

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02.11.2010

Agricole Gussalli Beretta moltiplica la sfida per tre


 Massimo Ferrari, coordinatore delle «Agricole Gussalli Beretta»
Massimo Ferrari, coordinatore delle «Agricole Gussalli Beretta»

La giovane scommessa enoica targata «Agricole Gussalli Beretta» brucia le tappe e taglia il prestigioso traguardo dei Tre Bicchieri: il massimo e ambìto riconoscimento della guida del Gambero Rosso è stato conquistato dal Chianti Classico Riserva 2007 Castello di Radda, il vino di punta della tenuta in Toscana che, acquisita solo sei anni fa, rappresenta oggi uno dei tre punti cardinali del «polo» vitivinicolo consolidato nel corso degli ultimi anni dalla famiglia di industriali valtrumplini. Un progetto di diversificazione «made in Bs» che, nel giro di pochi esercizi, sembra già destinato a ritagliarsi un posto di rilievo nel complesso e affollato panorama nazionale di settore.
«TUTTO È INIZIATO nel 2000, quando la famiglia ha deciso di investire nel settore - spiega Massimo Ferrari, coordinatore delle Agricole Gussalli Beretta, che riporta direttamente a Pietro Gussalli Beretta, figlio di Ugo Gussalli Beretta, leader del gruppo armiero di Gardone Vt -. Nel portafoglio familiare c'era già Lo Sparviere di Monticelli Brusati, azienda storicamente di proprietà della famiglia e condotta dalla moglie, Monique Poncelet. Da quella realtà siamo ripartiti con l'idea di costituire un gruppo con l'obiettivo di creare una gamma completa di prodotti scegliendo fra le zone maggiormente vocate d'Italia». Il primo investimento si è concentrato nel 2004 a Radda in Chianti, cuore dell'area del Chianti Classico, con l'acquisizione di una tenuta di 45 ettari dove, nel 2006, sono iniziati i lavori per la costruzione di una cantina da 3.500 metri quadrati completamente interrati, predisposta per l'accoglienza, l'ospitalità e la vendita diretta; è entrata in attività già con la vendemmia dello scorso anno. L' investimento complessivo è stato da 15 milioni di euro ed ha concretizzato una realtà che, attualmente, produce 60 mila bottiglie su 30 ettari vitati, ma prevede un prossimo step a 100 mila pezzi per arrivare quindi a quota 300 mila quando i nuovi impianti in vigneto andranno a pieno regime.
SEGUITA DALL'ENOLOGO Maurizio Castelli, l'azienda ha fatto passi da gigante in pochi anni, arrivando velocemente a conquistare i Tre Bicchieri. Nel 2006 si è concretizzato un secondo investimento a Roseto degli Abruzzi, nell'area della Doc Colline Teramane, con l'acquisizione della storica «Orlandi Contucci Ponno», fondata negli anni '60: 27 ettari vitati con cantina, per un investimento nell'ordine di 6,5 milioni di euro. Qui la produzione vale già 180 mila bottiglie, suddivise in nove etichette tra cui non solo il classico Montepulciano ma anche alcuni bianchi. Poi c'è Lo Sparviere, a quota 100 mila bottiglie in gran parte bollicine (ma restano gli storici rossi di famiglia, Il Cacciatore e il Sergnana): nei prossimi anni è previsto un intervento sui 26 ettari in dotazione con l'obbiettivo di incrementare il Pinot Nero per offrire sfumature di maggiore complessità ai Franciacorta aziendali. «Abbiamo creato un mix di prodotto interessante per una gamma completa che, nelle previsioni, dovrebbe raggiungere quota mezzo milione di bottiglie nel 2014 - spiega Ferrari -. Inoltre, abbiamo costituito una commerciale, Vintrading srl, attiva sul mercato italiano con una propria rete di agenti: oltre ai vini aziendali ne distribuisce alcuni selezionati di una decina di produttori. Disponiamo di due champagne, un Brunello, due Baroli ed altro ancora, sempre nella logica di gamma e servizio».
IL FUTURO? Non preclude ulteriori sviluppi una volta ultimate le fasi di start up. «Avviare un gruppo come questo, con tre realtà così complesse e differenti non è facile - conclude Ferrari -. Ma il premio che abbiamo conquistato indica che la strada del rigore qualitativo intrapresa dalla famiglia Gussalli Beretta è senz'altro quella giusta».

Claudio Andrizzi
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