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sabato, 18 novembre 2017

Agricoltura, Brescia in
ripresa: «Nuove
sinergie per crescere»

Mauro Belloli, Ettore Prandini e Massimo Albano FOTOLIVE/Fabrizio Cattina

L’agricoltura bresciana archivia l’annata 2016/2017 all’insegna della crescita: la Plv provinciale sale a 1,236 miliardi con un +10,6% annuo grazie alla spinta di due comparti determinanti come latte e suini.

IL DATO è stato ufficializzato dalla Coldiretti di Brescia durante la tradizionale conferenza stampa di San Martino per presentare la Giornata Provinciale del Ringraziamento. Quest’anno sarà ospitata a Palazzolo sull’Oglio con un programma in due tempi: oggi, alle 20.30 l’anteprima nella Sala della Casa della musica con un dibattito su «Ma lo smartphone si mette a destra o sinistra del piatto? Le nuove frontiere dell’agricoltura e del cibo» che impegnerà il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, il presidente di Federalimentare Luigi Scordamaglia, Ettore Prandini (leader Coldiretti Brescia e Lombardia) e Giuliano Noci (docente al Politecnico di Milano); domenica l’evento vero e proprio con raduno dei trattori alle 8 in viale Europa, ritrovo delle autorità in piazza Roma, messa nella parrocchiale di Santa Maria Assunta presieduta dal vescovo di Brescia, monsignor Pierantonio Tremolada e benedizione delle macchine agricole.

«La presenza del vescovo ci fa particolarmente onore - ha detto Prandini; con lui il direttore della Coldiretti di Brescia, Massimo Albano, e il suo vice Mauro Belloli -. Con lui stiamo già ragionando su varie tematiche sociali, fedeli ai principi fondanti che traggono ispirazione dal Cattolicesimo: ideali che rimarchiamo con convinzione nel momento in cui tanti si professano laici, rilanciando le battaglie contro lo spreco di cibo e la fame nel mondo, ripensandoci come custodi del territorio secondo quanto espresso da Papa Francesco nella sua enciclica».

L’appuntamento corona un anno che, nonostante le forti problematiche legate al clima, si è chiude con un dato di ripresa molto significativo, dopo due annate con passivi importanti. «Nel 2016 abbiamo perso 100 milioni di euro di fatturato - ha spiegato Belloli -. Ora abbiamo recuperato, tornando ai valori del 2013-14 con l’auspicio che questo trend si consolidi».

IN POLE position la zootecnia, con incrementi in doppia cifra in quasi tutti i settori, compresa l’avicoltura ora alle prese con una nuova emergenza. «L’aviaria è una parentesi che nulla toglie ai primati di un comparto all’avanguardia, che più di altri ha dato una risposta chiara sul taglio nell’utilizzo di farmaci negli allevamenti - ha detto Prandini -. È assolutamente strategico, con imprese diventate punti di riferimento in termini di professionalità e alle quali nulla può essere imputato per il ritorno di un’epidemia legata alle migrazioni della fauna selvatica».

Le performance positive della zootecnia devono fungere da stimolo per una nuova fase. «C’è ancora molto da fare - ha detto il presidente -. Va avviato un percorso per diventare protagonisti nelle fasi di trasformazione e commercializzazione: se non possiamo farlo da soli, dobbiamo coinvolgere cooperazione e industria come con il progetto Filiera Italiana, che coinvolge operatori diversi, per stimolare le istituzioni nella costruzione di un modello di sviluppo diverso».

L’obbligo dell’origine, per Coldiretti, va esteso dal lattiero caseario a pasta, riso, suini per vincere la sfida internazionalizzazione. «Ci sono praterie sconfinate nei mercati globali che non attendono altro che i nostri prodotti», ha concluso il presidente.