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27 aprile 2017

Economia

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20.04.2017

Bonometti,
un bilancio
chiuso all’attacco

Il leader dell’Aib, Marco Bonometti, lo ripete da tempo: è libero. Una libertà che gli permette di dire cose che altri non hanno il coraggio di esprimere.

E IERI SERA, al ristorante «Boschetti» di Montichiari, ospite del Rotary Club Brescia Sud Est Montichiari guidato da Alessandro Luisa (presenti altri Club), il presidente dell’Associazione industriale bresciana ha parlato apertamente, vuoi per l’ambiente amichevole vuoi perchè il 31 maggio (giorno dell’assemblea con l’elezione del suo successore) si avvicina: le sue parole hanno dato sostanza a critiche, più o meno velate, speranze e risultati. Dai grandi nodi di Brescia risolti (aeroporto di Montichiari, palazzetto dell’Eib, Brescia Calcio) alle sfide ancora aperte (Industria 4.0) fino alle delusioni (come nella corsa al vertice di Confindustria), Bonometti non si è risparmiato. «Come presidente era mio intento rilanciare l’Associazione sia dal punto della credibilità verso le aziende del territorio sia verso l’esterno perchè le imprese meritano di essere tutelate in ogni sede - ha esordito Bonometti, intervistato dal direttore del Gdb, Nunzia Vallini -. Ho dedicato il 70% del mio tempo all’Aib, dopo il 31 maggio butto la cazzuola e non mi vede più nessuno, non come tante persone che parlano ma rimangono sempre lì. Tornerò a fare a tempo pieno l’imprenditore».

Nei quattro anni al vertice dell’Aib l’impegno e la forza di Bonometti si sono visti «ogni volta che si doveva parlare di strategie per il futuro della provincia. C’erano tanti problemi che sembravano insormontabili - ha spiegato il presidente -, invece bastava solo rimboccarsi le maniche e trovare una soluzione». Così è avvenuto con l’aeroporto di Montichiari, «che si pone l’obiettivo di raggiungere i 2 milioni di passeggeri e le 400 mila tonnellate di carichi in arco di piano - ha ricordato -. Settimana prossima verrà risolto l’ultimo problema per la costituzione della società chiamata a gestirlo».

Anche per il palazzetto Eib e per il Brescia Calcio «siamo riusciti a garantire un esito felice della partita», ha rimarcato Bonometti. Sul calcio, in particolare, ha puntato il dito (non facendo nomi, ma promettendo di rivelarli a mandato scaduto), «contro chi per anni ha vissuto sulle spalle della società, facendo buon viso a cattivo gioco - ha attaccato Bonometti -. Il fallimento della squadra sarebbe stato il fallimento dell’intero sistema Brescia, questo non potevamo permetterlo. Ora stiamo cercando un compratore serio interessato all'acquisizione».

SUL CAPITOLO Industria 4.0 Bonometti è stato ancora più duro, bollando il tavolo istituito in Camera di commercio «come un’iniziativa con cui si vanno a scaldare le sedie. Non servono i tavoli, ma fatti concreti. E una sfida così importante per il futuro deve vedere protagoniste le imprese: è per questo che noi ci siamo mossi in accordo con le Confindustria di Cremona e Mantova e con l’università».

Viale dell’Astronomia è tornata nelle parole di Bonometti, che ha detto «di non rimpiangere la mancata elezione. Ho trovato un ambiente dove, se avessi voluto agire di testa mia, avrei fatto piazza pulita - ha sottolineato -. Avrei dovuto rinunciare alla mia libertà, sono contento che così non sia stato, anche se le aziende del Nord dovrebbero essere più rappresentate. Emblematico di una cattiva gestione è il caso de Il Sole 24 Ore, per la soluzione del quale nè Brescia nè la Lombardia sono disposti a buttare denaro». Nel fiume in piena di Bonometti spazio anche per un rimpianto: «Non aver fatto aderire all’Aib più aziende, anche se ora siamo più credibili». Nel futuro di breve periodo il presidente uscente si è concentrato sull’assemblea chiamata a eleggere al vertice Giuseppe Pasini, designato dal Consiglio generale. «Mi auguro che gli iscritti seguano le regole decise insieme e si esprimano seguendo l’indicazione - ha detto il presidente -. È però vero che noi, paladini della sburocratizzazione, abbiamo norme farraginose».

PRIMA del saluto un’ultima rassicurazione. «Non entrerò mai in politica, nè a Brescia, nè da nessun’altra parte - ha detto -. Con il mio gruppo, OMR, abbiamo tanti progetti in ballo, ad esempio dotare la Ferrari di un blocco del cambio tutto italiano - ha spiegato -. L'imprenditore è il mestiere più bello del mondo: tornerò a fare quello».

Stefano Martinelli
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