23 gennaio 2019

Economia

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04.08.2010

Diamalteria Italiana ora parla francese: passa a Malteurop


 La sede della Diamalteria Italiana a Darfo Boario Terme
La sede della Diamalteria Italiana a Darfo Boario Terme

Un altro «pezzo» della Brescia produttiva in mani straniere. Il gruppo francese Malteurop (controllato dal colosso agri-industriale Siclaé che vale 1,5 mld di euro di ricavi) ha rilevato il 100% di Diamalteria Italiana srl, l'azienda specializzata nella produzione di estratti di malto (edulcorante, aroma e colorante naturale utilizzato in svariate industrie del settore alimentare, ma anche in quello cosmetico e farmaceutico) e di farine (si veda anche a fianco): occupa quaranta addetti nella sede di Darfo Boario Terme; un'altra decina, gli amministrativi, lavora a Milano. L'acquirente - 23 impianti in 12 Paesi, 925 dipendenti e 750 milioni di euro di fatturato - è il primo fornitore di malto per birrifici con una capacità produttiva di 2,2 milioni di tonnellate. Per realizzare la transazione, autofinanziata, è stato assistito dallo studio legale De Berti Jacchia Franchini Forlani di Milano, KPMG di Milano e da Hemadesiclan Conseil di Parigi.
L'ACQUISIZIONE - spiega una nota -, combinando gli elementi di forza di Diamalteria e quelli di Malteurop, e utilizzando le competenze del gruppo Siclaé nella ricerca e nello sviluppo, è finalizzata a «creare un polo industriale internazionale sul mercato degli ingredienti alimentari a base di malto». Come sottolineato da Alain Le Floch, direttore generale di Malteurop, l'operazione «si iscrive pienamente nel nostro modello di crescita avviato alcuni anni orsono». Pur continuando a rafforzare la posizione di leader mondiale sul mercato del malto destinato ai birrifici e distillerie, il gruppo transalpino vuole diventare protagonista anche nel nuovo ambito, grazie alle proprie forze e alle «elevate competenze sviluppate da Diamalteria nella formulazione dei prodotti ed alle relazioni che ha saputo creare con i propri clienti».
ALLA GUIDA dell'azienda di Darfo Boario è stato confermato come amministratore delegato Gianni Artoni, uno degli otto azionisti (alcuni manager e semplici soci finanziatori) che, nel Duemila, hanno rilevato la società camuna dalla famiglia Lepetit che l'aveva controllata sin dalla fondazione nel lontano 1909. «Siamo arrivati a un punto in cui dovevamo decidere cosa fare da grandi - spiega Artoni -. Abbiamo ricevuto una proposta importante, ci siamo trovati di fronte a un'opportunità che non si poteva lasciar perdere. Abbiamo quindi deciso di compiere un passo finalizzato a rafforzare l'azienda: Diamalteria vuole crescere ulteriormente sul mercato - aggiunge - e, grazie all'operazione, è diventata ancora più solida. Le prospettive sono molto interessanti e, sicuramente, avranno ricadute positive anche dal punto di vista occupazionale». Una forza lavoro che, nel frattempo, è impegnata a soddisfare le richieste di un ampio portafoglio clienti composto da grandi gruppi internazionali dell'agro-alimentare e da protagonisti nelLa panificazione tradizionale italiana. R.E.

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