22 marzo 2019

Economia

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15.03.2019 Tags: Andrea Bartolozzi , Franco Dusina , Brescia , provincia di Brescia , Cooperativa Produttori , Banca Intermobiliare , Filiera Latte Brescia , Iniziative Alimentari , Nuova Emilgrana

La Centrale del Latte va di corsa e investe

Il presidente Franco Dusina e il direttore generale Andrea Bartolozzi
Il presidente Franco Dusina e il direttore generale Andrea Bartolozzi

La Centrale del Latte spa di Brescia archivia un 2018 di soddisfazioni e rinnova l’impegno non solo sul mercato. L’azienda è presieduta da Franco Dusina, Andrea Bartolozzi è il direttore generale. La società è controllata al 51,35% da Palazzo Loggia, il resto del capitale fa riferimento a Filiera Latte Brescia srl (12,66%), Iniziative Alimentari srl (11,73%), Nuova Emilgrana srl (5,87%), Bim (5,87%), Latte Brescia (5,87%), Cooperativa Produttori Latte Indenne della Provincia di Brescia (3,03%), Agrilatte (2,93%), le altre quote a sessantacinque soci tra dipendenti, collaboratori e pensionati. LO SCORSO esercizio viene definito «importante» dagli amministratori, «pur in una situazione di difficoltà generale». Come emerge dal bilancio - approvato ieri dal Cda, con giudizio ampiamente positivo e ringraziamento anche ai dipendenti; il prossimo 16 aprile passerà al vaglio dell’assemblea - evidenzia ricavi in aumento di quasi l’8% su base annua a quota 70,648 milioni di euro. In crescita anche il margine operativo lordo (da 5,078 milioni di euro a 6,283 mln di euro) e il margine operativo netto (a 4,392 mln di euro; era di 3,467 mln di euro dodici mesi prima). L’utile netto si attesta a 3,333 milioni di euro, contro i 2,974 mln di dodici mesi prima: la performance, dalle prime indicazioni, dovrebbe garantire a Palazzo Loggia ancora una volta un dividendo di rilievo e superiore al milione di euro. Il 2018, tra l’altro, è caratterizzato da una crescita in quantità del venduto di latte a lunga conservazione in bottiglia di Pet, anche grazie allo sviluppo del «private label» e all’espansione in nuove aree geografiche. A questo si accompagna l’inserimento di nuovi prodotti legati al territorio, che hanno riscosso gradimento. I vertici della spa, inoltre, evidenziano la conferma della raccolta del latte crudo in provincia di Brescia, nella misura pari al 90-95% delle necessità quantificate, l’anno scorso, in circa 55 milioni di litri; la parte restante, relativa al biologico, è comunque di provenienza italiana. Ribaditi, ancora una volta, l’attenzione e il sostegno al territorio continuando la positiva collaborazione con tante realtà sportive, culturali e di volontariato supportate nelle rispettive attività con contributi economici. LA SITUAZIONE finanziaria, mantenuta molto positiva, consente alla Centrale del Latte di Brescia - 103 dipendenti medi - di affrontare i nuovi impegni «con assoluta tranquillità». Proprio nell’ambito di un pacchetto significativo di investimenti - iniziati lo scorso esercizio e destinati a proseguire nei prossimi anche per continuare nell’aggiornamento e potenziamento degli impianti produttivi - si inseriscono due iniziative programmate quest’anno, con uno sforzo di 2 milioni di euro ciascuna. La prima è orientata all’adeguamento del depuratore ai bisogni attuali e al recupero di ulteriori spazi. La seconda - che vede la spa impegnata con la Turboden di Brescia - è finalizzata all’installazione di un impianto innovativo utile per la produzione di vapore acqueo (da utilizzare nel ciclo di produzione del latte Uht) e per garantire un risparmio energetico annuo di circa il 35% guardando al fabbisogno interno. Il 2019 della spa di via Lamarmora mostra altri segnali di crescita nonostante le incertezze, il calo dei consumi e l’incremento del prezzo della materia prima. Un andamento che consente ai vertici della società di prospettare il rispetto del piano quinquennale economico, finanziario e industriale predisposto in sede di cessione delle quote. • R.E. © RIPRODUZIONE RISERVATA

R.E.

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