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20 settembre 2018

Economia

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08.09.2018

Landini: «Più investimenti e coesione sociale»

I delegati durante l’incontro nell’ambito della Festa  dellla CgilL’intervento del segretario confederale della Cgil, Maurizio Landini, puntato su temi attuali e per il futuro
I delegati durante l’incontro nell’ambito della Festa dellla CgilL’intervento del segretario confederale della Cgil, Maurizio Landini, puntato su temi attuali e per il futuro

Jacopo Manessi ROGNO (Bergamo) L’accordo Ilva - ottenuto grazie al ruolo fondamentale del sindacato e giudicato molto positivo -, la necessità di investimenti per la qualità del lavoro, il futuro guardando al 18° congresso della Cgil in programma a Bari tra il 22 e il 25 gennaio 2019, senza dimenticare la necessità di una coesione sociale tra i lavoratori. E tra chi cerca lavoro. IL SEGRETARIO confederale della Cgil nazionale, Maurizio Landini (già leader nazionale Fiom) ha aperto la settima edizione della Festa «Fondata sul Lavoro!», organizzata dalla Cgil Vallecamonica-Sebino a Rogno (Bg). Una mattinata di confronto con i delegati delle aziende della zona e con Gabriele Calzaferri, segretario generale della Cgil camuno-sebina. «Quello per l’Ilva è un accordo decisamente importante - analizza Landini -, perché consente di difendere il lavoro e i diritti. Ma anche di ricostruire un rapporto differente tra ambiente e occupazione. Sono serviti anni di battaglie, nei quali il sindacato si è dimostrato unito per produrre un risultato del genere. Va riconosciuto al ministro Luigi Di Maio il merito importante di avere fatto in modo che le condizioni poste da ArcelorMittal cambiassero. Ora attendiamo il responso dei lavoratori, che invitiamo ovviamente a votare». Un nodo, quello della grande acciaieria di Taranto, che si lega anche a questioni locali, relative alla Valcamonica: qui le percentuali di disoccupazione restano più elevate rispetto alla media bresciana e regionale. «I problemi dei singoli territori non si risolvono con una visione solo locale - la riflessione -. Serve una prospettiva generale di rilancio». Un ragionamento che sembra rimandare, anche solo indirettamente, alla vicenda della Invatec e al ping-pong tra tavoli provinciali, regionali e nazionali che la vertenza ha conosciuto negli ultimi mesi. Per quanto, sul tema, Landini preferisca non esprimersi («Non lo conosco abbastanza in profondità, direi sciocchezze»). Tutt'altro discorso sulle direzioni future. «Uno dei nodi è quello di far ripartire gli investimenti, non solo produttivi, ma anche di manutenzione per esempio. Dobbiamo pensare al Paese che vogliamo e un modello di sviluppo diverso – analizza -. Le proposte della Cgil sono chiare, e muovono in tre direzioni: estendere gli ammortizzatori sociali a tutti i lavoratori, anche autonomi e partite Iva, per garantire una tutela diversa, allargare il reddito di inserimento, che ha una soglia di intervento, oggi, troppo bassa» (sotto i 6 mila euro), «introdurre nel Paese un reddito di garanzia rivolto a chi cerca lavoro o lo ha perso, oppure alle persone coinvolte in forme di occupazione precaria per pochi mesi. Dentro un sistema che preveda tutele anche nei contributi: non si può pensare a un reddito di cittadinanza che sostituisce il lavoro». OBIETTIVO anche sulle questioni inedite. «Il mondo è cambiato, le situazioni di precarietà che si vivono oggi, francamente non le avevo mai osservate - dice Landini -. Dobbiamo chiederci: organizzati come siamo ora, possiamo affrontare queste situazioni? O serve altro? Bisogna costruire un'unità sociale tra chi cerca un impiego, tenendo in considerazione che l'impresa è al centro, ma contano anche il lavoro e la qualità di vita degli occupati». Con un ulteriore pungolo che deriva dall'intervento di un delegato e dal ricordo dello scontro tra Fiom e Sergio Marchionne nel 2010, a Pomigliano d’Arco. «Quello che è successo alla Fiat è stato un attacco all'idea stessa di contratto nazionale di lavoro», chiude Landini. Gabriele Calzaferri, leader della Cgil Vallecamonica-Sebino, sottolinea la crescita degli iscritti nel comprensorio rispetto al 2017 (già di 469 unità), quindi si concentra sui temi attuali. «Quella dell'Ilva è una bellissima notizia, un accordo importante sia per l'azienda che per il Paese - dice -. L'Istat, però, dice che nel secondo trimestre 2018 la crescita è stata contenuta allo 0,2%, e nel 2019 si prevede un rallentamento. Inoltre, il reddito a Brescia e a Bergamo si è ridotto del 2,76% rispetto all'inizio della crisi. Un ulteriore segnale che non può lasciarci tranquilli». Gli obbiettivi congressuali «sono chiari - chiude Calzaferri -: d'accordo porre al centro l'impresa, ma senza dimenticare le persone e il lavoro, evitare la mercificazione, puntare a una contrattazione inclusiva». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Jacopo Manessi
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