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17 dicembre 2018

Economia

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11.02.2011

Tassoni investe e rilancia con la storia


 Una veduta dell'impianto di imbottigliamento dell'azienda gardesana dal quale escono 200 mila pezzi al giorno
Una veduta dell'impianto di imbottigliamento dell'azienda gardesana dal quale escono 200 mila pezzi al giorno

È un'azienda profondamente radicata nell'immaginario dei consumatori: un simbolo del «buon vivere» gardesano che, ora, mette in cantiere un ambizioso progetto di riorganizzazione per condividere una storia ultracentenaria coniugando radici e innovazione.
LA MISSION caratterizza il nuovo secolo di Cedral Tassoni, casa della famosa Cedrata, uno dei soft drink più amati dagli italiani: un prodotto arrivato sul mercato a cavallo tra gli anni '60 e '70, quando l'azienda salodiana aveva alle spalle già più di due secoli di storia avendo debuttato a metà del 1.700 come spezieria in località Piazzolla, nel centro storico di Salò. Divenuta farmacia, nel 1868 è stata acquistata da Nicola Tassoni, nel 1884 da Paolo Amadei che ha mantenuto il nome del suo predecessore intuendo le potenzialità industriali dell'attività. È stato lui a dividere l'attività della farmacia da quella della distilleria, acquistando ai primi del '900 l'area di viale Bossi dove tuttora c'è la sede e dove ancora l'attività è guidata dai suoi eredi. Oggi Cedral Tassoni è una realtà con una una ventina di addetti e un fatturato vicino agli 11 milioni di euro, per il 95% realizzato con la famosa bibita da sempre commercializzata nell'iconica bottiglietta di vetro senza etichetta. A Salò se ne producono giornalmente circa 200 mila pezzi, da cedri che, pressoché scomparsa la produzione gardesana, arrivano totalmente dalla Calabria.
UN PRODOTTO «made in Italy» al 100% - venduto solo sul mercato nazionale e collocato su una fascia medio-alta rispetto ai concorrenti - al quale si affianca una piccola nicchia i liquori storici (come la mitica Acqua di Cedro) e sciroppi (cedro ovviamente, ma anche tamarindo). Il segreto del successo? «Ciò che rende unica Cedral Tassoni è la sua identità di antica spezieria - spiega l'amministratore delegato, Angelo Bettinzoli -. Ancor oggi siamo noi a estrarre in azienda dalle bucce del frutto l'aroma di cedro utilizzato in dosaggi diversi come base di tutti i prodotti. È una vocazione antica, che rappresenta la nostra forza. In prospettiva la scommessa è proiettare storicità e radici nel nuovo secolo attraverso l'innovazione, ma senza snaturare il prodotto». Da qui il complesso progetto di riorganizzazione approvato dal Cda in carica dall'inizio del 2010: un'operazione che partirà con investimenti sulle linee e sulla struttura, per migliorare l'efficienza ripensando a 360 gradi il procedimento produttivo e la logistica. Un primo step da concludere entro il 2011, anche se il progetto certo non si fermerà qui. Il piano prevede anche la valorizzazione e il recupero del patrimonio di documentazione storica accumulato negli anni, con un duplice obbiettivo: creare un archivio consultabile dal pubblico, realizzare un museo storico con circuito di visita. Questo per «aprire» le porte all'esterno, scommettendo soprattutto, strategicamente, sul scuole e giovani.

Claudio Andrizzi
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