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15 dicembre 2018

Economia

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06.12.2011

Too Late vince all'estero e conquista anche Yoox


 A Venezia pronto il raddoppio
A Venezia pronto il raddoppio

Un nuovo «monomarca» ad Acapulco (in Messico), il raddoppio a Venezia, lo sbarco sul più importante portale di commercio elettronico d'alta moda: sono solo alcune delle novità maturate nelle ultime ore a Gussago nel quartier generale della «Too Late», il brand bresciano esploso nel 2008 con il boom dell'ormai famoso orologio in silicone scovato quasi per caso al Moma di New York.
UN FENOMENO sia in termini di costume che di numeri: 2,2 milioni di pezzi venduti nei primi tre anni di esercizio, un fatturato che ha raggiunto la punta di 5,4 milioni in un 2009 da capogiro, con un luglio record da 240 mila pezzi venduti in venti giorni. Che la festa non potesse durare per sempre Alessandro Fogazzi lo ha in fondo sempre saputo: ma questo giovane imprenditore bresciano di 31 anni, un passato in settori radicalmente diversi come il noleggio auto e la discografia, ha scelto di continuare a scommettere sulle potenzialità di un brand germogliato ai confini tra moda e design, che ora preannuncia un 2012 denso di novità. «Dopo il grande successo ottenuto avrei in fondo anche potuto chiudere il cerchio, raccogliere i frutti e cambiare strada - racconta -. Credo, però, che in me ci siano i geni di quella brescianità che spinge sempre a non mollare, a lavorare, ad investire».
LA STORIA di Fogazzi è quella di un ragazzo come tanti, in cerca di un'idea per l'avvenire: il suo futuro si è improvvisamente materializzato nella sala design del Museo di arte moderna di New York, dove faceva bella mostra di sé un braccialetto in silicone con dentro un minuscolo orologio, in vendita da una sola settimana. Lo ha portato in Italia, ha ottenuto l'autorizzazione per produrlo, lo ha venduto (soprattutto nelle gioiellerie) con un vasetto di vetro come contenitore e in una versione più leggibile e impermeabile, a un prezzo che, dai 12 euro iniziali, non ha mai sforato i 18. Del successo abbiamo già detto: 1,5 milioni di orologi venduti tra il 2008 e il 2009, all'80% in Italia. E poi? Poi sull'orologio in silicone si sono buttati in tanti. E Fogazzi, con la sua squadra di 14 addetti, ha deciso di cambiare e ampliare il business: sono nati così il portafogli in silicone con scomparto per profilattico venduto in tasca di jeans (70 mila pezzi), la cintura, altri accessori dal concept «made in Bs» ma con manifattura quasi sempre affidata all'estero. Il 2010, chiuso a tre milioni, è stato l'anno dell'assestamento; nel 2011 è stata la volta di Mash Up, il nuovo orologio Too Late con cinturino e quadrante venduti separatamente per un totale di oltre 3.000 possibilità di combinazione, mentre la gamma si è aperta persino su un modello di bicicletta a scatto fisso, andata subito esaurita. Nel frattempo il mercato si è ribaltato: il giro d'affari si è allargato all'estero, che oggi rappresenta il 75% del fatturato contro il 25% dell'Italia. E Fogazzi ha deciso di scommettere sul commercio diretto.
«IL PRIMO "monomarca" lo abbiamo aperto a Venezia ed è andato bene fin dal primo giorno - racconta -. A gennaio ne apriremo un altro, ma prima inaugureremo un nuovo store ad Acapulco, l'ultimo di una decina di punti vendita realizzati un po' ovunque oltre confine e gestiti direttamente da noi». L'altra novità è l'approdo su Yoox, forse il più importante portale moda a livello europeo, dove «Too Late», primo marchio bresciano, è andato ad aggiungersi a brand come Dolce & Gabbana o Diesel. «Una soddisfazione enorme, con la quale archiviamo un 2011 che si preannuncia in linea con le performance dell'anno precedente - conclude Fogazzi -. Considerato il clima di pesante pessimismo generale lo considero un risultato positivo. Il futuro? Per noi significa elaborare costantemente nuove idee per aggiornare la gamma: un plus fondamentale in un mercato che cambia a velocità impressionanti».

Claudio Andrizzi
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