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28.08.2014

Esine, il «signore della moka»
ha una collezione da record

Esine: Bontempi con una parte della sua collezione
Esine: Bontempi con una parte della sua collezione

Il «grande pubblico» lo identifica principalmente col ruolo di titolare, con la moglie Oriana Belotti che è lo chef della struttura, della notissima trattoria «La Cantina», uno dei locali tipici della Valcamonica nel quale il mangiar bene è la regola. Ma oltre a fare per lavoro il responsabile di sala, un ruolo nel quale esprime competenza e grande affabilità, l'esinese Giacomo Bontempi coltiva da oltre trent'anni un hobby curioso che gli ha permesso di creare un museo da fare invidia ai produttori mondiali di settore: raccoglie per passione macchinette per il caffè di ogni foggia ed epoca.
Proprio per questo lui si presenta come un «caffettiere»; anche perchè prima di aprire il locale di via IV Novembre, Giacomo è stato rappresentante del caffè Tubino per la provincia di Bergamo, e anche per ragioni professionali ha iniziato a interessarsi e ad appassionarsi alle innumerevoli interpretazioni nazionali e internazionali del concetto esteso di «moka».
In realtà ha iniziato a occuparsi dei cimeli della caffeina frequentando due amici di Esine, Giacomo Bassi e Patrizia Sandrini, i quali privilegiavano le radio d'epoca. Poi, con Oriana, che condivide la passione, l'hobbista ha iniziato a frequentare in particolare i mercatini d'antiquariato del Nord Italia, diventando «amico» dei rigattieri: dal famoso Naviglio Grande di Milano, a Montegrotto Terme (Padova) e Gonzaga (Mantova), ma anche a girovagare in mezza Italia alla ricerca del «pezzo».
Per quindici anni i due collezionisti, dotati di un prezioso catalogo, ogni domenica o quasi hanno acquistato qualche «macchinetta», la maggior parte delle quali di pregio. Dopo tanto peregrinare, «La Cantina» li ha obbligati piacevolmente a lavorare anche la festa, e così Giacomo e Oriana si sono dovuti fermare al pezzo numero 208.
Tanti sono infatti gli esemplari anche storici, ovviamente uno diverso dall'altro; comprese una serie di classiche moka, custoditi in un armadio. Ma il più prezioso, quello che ha dato la più grande soddisfazione, è un «uovo russo» datato 1830 e acquistato a Montegrotto Terme. Si tratta di un'antica caffettiera in ottone con caldaia di Potsdam e sistema a percolazione (è il passaggio lento di un liquido attraverso un solido filtrante).
La rarità è però dicevamo solo un esempio della consistente della collezione di Giacomo Bontempi, che in trattoria espone altre macchinette per fare il caffè insieme a oggetti d'epoca, attrezzi agricoli e di falegnameria dei tempi andati capaci di suscitare l'interesse dei clienti in attesa dell'arrivo in tavola dei piatti camuni di Oriana.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Luciano Ranzanici
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