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05.07.2015

Husky seviziato, c'è l'ombra
di un «maniaco seriale»

Il cane vittima del secondo caso di sevizie a San Polo
Il cane vittima del secondo caso di sevizie a San Polo

L'ombra di un seviziatore di cani «seriale» si allunga su San Polo. A poche ore dall'aberrante episodio di una violenza a sfondo sessuale inflitta ad un husky portata alla luce dai volontari dell'Atar, emerge un altro caso. Le analogie sono inquietanti: il cane sequestrato, abusato e poi lasciato libero in condizioni pietose. Se per l'esemplare femmina di husky la violenza è stata accertata dalla visita di un veterinario che ha dovuto sottoporre l'animale a un intervento chirurgico, nel secondo caso il medico ha diagnosticato la sevizia, ma non sono stati ancora effettuati esami più approfonditi per stabilirne la natura.Sullo sfondo resta l'indignazione di Davide, che abita a San Polo con la famiglia e due cani malamute husky, «quelli che vengono usati per trainare le slitte sulla neve - spiega con dovizia di particolari il padrone -: stanno dietro agli husky perchè hanno meno senso dell'orientamento, ma sono grossi e robusti».I cani di Davide - un maschio e una femmina, fratelli - quando non scorazzano in giardino stanno in un luogo chiuso da una porta in legno con catenacci e lucchetto, due finestre alte. «Come se lo sono portato via? Non riesco ancora a capirlo - ammette Davide -. Hanno tentato di forzare la porta, poi hanno sfondato la finestra dall'esterno e... sta di fatto che il cane femmina non c'era più. È un animale che pesa più di trenta chili: di sicuro ad agire non è stata una persona sola».IL MALAMUTE husky è sparito nella notte tra sabato e domenica. I proprietari hanno fatto denuncia di furto in Questura e segnalato il caso al canile di via Girelli. Lunedì il cane viene visto da alcuni amici della coppia mentre, malconcio e sanguinante, si aggira nel parco vicino casa. «L'abbiamo immediatamente portato dal veterinario - dice Davide -. Aveva lesioni importanti a livello anale, ancora oggi sta sanguinando. Se non smette, dovremo riportarla dal veterinario e approfondire esattamente cosa è accaduto». Intanto, mentre cresce la condanna e il disgusto per questi episodi che, evidentemente, non sono così isolati come si potrebbe pensare, qualcuno pensa anche di mettere una «taglia» sui violentatori di cani. «Quanto accaduto a San Polo non è il primo caso in cui si parla di zooerastia - è la denuncia del Partito protezione animali -: ci auguriamo che le autorità possano reperire elementi utili ad identificare gli autori dei reati». «Sono scioccato - aggiunge il presidente del Ppa, Fabrizio Catelli -: per questo ho deciso di mettere a disposizione personalmente un'ingente somma di denaro a chi saprà fornire i nomi degli autori di questa violenza».AMAREZZA ma poco stupore nelle parole di Lorenzo Croce, presidente nazionale dell'Aidaa, associazione italiana difesa animali e ambiente. «Ancora una volta? - è il triste commento -. Proprio due settimane fa, in provincia di Milano, è accaduta un'analoga vicenda. Sul caso specifico, posso solo dire che fino a quando in Italia il sesso con animali resterà non punibile per legge, se non come maltrattamento, non cambierà molto. Noi riteniamo che la zooerastia debba essere elevata a reato penale grave, e proprio oggi inizierà la nostra campagna contro tale fenomeno».«Sul caso specifico - continua Croce - valuteremo eventuali azioni da intraprendere, costituendoci anche come parte civile per una denuncia. Purtroppo il fenomeno è molto diffuso: su internet si trova di tutto, compresi i casting per porno attori con animali». Risale infatti ad alcuni giorni fa la denuncia da parte di Aidaa alla polizia postale di Milano contro Andrea Dipré e la pornostar Moana Conti per  maltrattamento di animali». COPYRIGHT

Cinzia Reboni
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