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17.10.2013

In Cattolica focus sull'alimentazione «consapevole»

Promuovere una cultura alimentare sostenibile e rafforzare un'educazione alimentare consapevole: sono gli obiettivi del convegno «Culture del cibo, educazione alimentare», che si svolge oggi alla Cattolica. Una giornata di lezioni, testimonianze e confronti, promossa dall'Alta Scuola per l'Ambiente dell'Università Cattolica, in collaborazione scientifica con ExpoLab. «IN GHANA E BRASILE i rispettivi governi hanno ridotto la fame grazie ad interventi incisivi che significano investire sull'educazione alimentare», spiega Pierluigi Malavasi, direttore dell'Alta scuola per l'Ambiente, sottolineando che «la vera scommessa del futuro risiede nella scelta di sfruttare l'aspetto educativo anche al fine di ridurre gli sprechi». E anzi, proprio dalla riduzione degli sprechi deve prendere avvio un'educazione alimentare che costringa l'individuo a riflettere e a comprendere ciò che mangia, elemento fondamentale perché si possa raggiungere un buon livello di benessere. «L'educazione alimentare deve però divenire disciplina», chiarisce Cristina Birbes, coordinatrice scientifica del corso di perfezionamento Food and Green Education dell'Università Cattolica. Le cinque sessioni previste dal convegno costituiranno una piattaforma di dibattito nella quale prenderanno parola relatori del mondo accademico, aziendale, istituzionale. «È necessario recuperare l'aspetto culturale del cibo: informarci riguardo a esso, ma anche essere attenti nel momento dell'acquisto» evidenzia Birbes, offrendo occasione di riflessione in merito ad uno degli aspetti più preoccupanti. Se in passato il carrello della spesa costitutiva almeno il 30 per cento della spesa economica totale delle famiglie, oggi si è scesi al di sotto del 18 per cento. Ciò significa che il cibo che giunge sulle tavole degli italiani è certamente di qualità inferiore e non solo. Anche la modifica dei ritmi di vita quotidiani, più che accelerati rispetto al passato, costringe l'individuo a prendere decisioni errate riguardo alla propria alimentazione. Ad una maggiore libertà di scelta corrisponde così, spesso, un peggioramento della nutrizione. FE.PIZ. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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