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08.09.2014

Industriali entusiasti:
«Ora rialziamo la testa»

Aldo Bonomi
Aldo Bonomi
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Grande giornata, segnale di ottimismo, importante riconoscimento del ruolo del manifatturiero e di quello bresciano nello specifico. È unanime il commento dei colleghi invitati dall'imprenditore di successo che, nel periodo durissimo, «infonde speranza». Aldo Bonomi che investe, inaugura, alla presenza dei suoi lavoratori e dei vertici istituzionali. È un commento soddisfatto, a cominciare da un altro che la crisi la sta bypassando benissimo, il presidente dell'Associazione industriale Marco Bonometti. «Spero si sia capito che noi la nostra parte la stiamo facendo per il Paese ma che serve lo sforzo di tutti. Il premier ha dimostrato di comprendere che il manifatturiero traina, auspichiamo che si passi davvero ai fatti. Anche a Brescia, dove con il Patto per il lavoro stiamo cercando di mettere assieme le forze, di creare una nuova cultura del bene sociale per risollevare l'intero sistema». «Anche il meteo ha voluto riflettere la luminosità della data odierna- gli fa seguito il suo predecessore in via Cefalonia Giancarlo Dallera- un investimento così, in un momento tanto diffcile, la presenza del primo ministro ci aiutano a guardare positivamente».
Così per altri tre past president. «Il luogo è la dimostrazione che la voglia del rischio non si è spenta» per Eugenio Bodini. «Se abbiamo qui Renzi, vuol dire che è davvero un momento significativo» sorride Ugo Gussalli Beretta. Gruppi come le Rubinetterie bresciane, e simili in un Bresciano a macchia di leopardo, sono ossigeno per l'indotto nelle parole di Franco Tamburini. «Non è uno stabilimento nuovo bensì un trasferimento, ma darà il via a nuove opportunità» afferma l'industriale che ha realizzato con una sua ditta una fetta della fabbrica di Gussago. Per Achille Fornasini, ramo scuola e ricerca di Aib, la novità è iniezione di fiducia in mesi tuttora di sofferenza per il mondo economico locale.
Elio Ghidoni a Castegnato ha costruito sette anni fa e raddoppiato dopo tre la Ghial, ulteriore protagonista della Brescia che va avanti.
«Storie come questa danno sollievo. Fanno sentire che non sei solo, c'è un tessuto intorno. Lo pensi la sera quando ti assalgono i dubbi, ti danno stimolo e coraggio. Un plauso alla venuta del capo dell'Esecutivo che ha disertato il ritrovo dei sapientoni. Noi non abbiamo bisogno di aiuti ma almeno che non ci mettano il bastone tra le ruote» è il suo parere.
GIOISCE PURE Amedeo della dinastia Gnutti. «Conoscendo come opera Bonomi, so che ci saranno ottimi risultati» dice. E sul discorso del premier aggiunge: «Chissà che finalmente la politica non arrivi a rendersi conto che la ricchezza reale, da distribuire nel Paese, viene da dove si produce».
«Ci danno una mano gesti come quello di Renzi che io apprezzo molto- ribadisce Alberto Volpi che pure ha un'azienda nell'hinterland, il salumificio di Collebeato- perché il periodo è davvero arduo, anche nel settore alimentare, ultimo ad essere travolto dallo tsunami. Il vero problema restano i consumi che continuano a calare. Occorrono politiche che ridiano fiato, non c'è tanto da inventare, le regole del mercato sono quelle. Se il leader ha abbandonato il palcoscenico delle chiacchiere per entrare nel cuore delle imprese, forse ha deciso che è ora di finirla con le parole per fare cose, anche piccole, ma concrete».
C'era anche il settore bancario vicino alle pmi a partecipare alla kermesse per l'operazione definita «sprazzo di luce» da Franco Spinelli del Credito Lombardo-Veneto.
C'erano le sigle sindacali. Damiano Galletti, guida della Camera del lavoro, a sottolineare che «questa provincia può rialzare la testa».
Enzo Torri, segretario generale della Cisl, con Alessandra Damiani della Fim, a puntare l'attenzione sul modello partecipativo nell'azienda di Bonomi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Magda Biglia
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