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15.06.2014

Isup va oltre le idee, al master anche quattro aziende reali

I partecipanti al master dedicato alle startup d'impresa Isup FOTOLIVE
I partecipanti al master dedicato alle startup d'impresa Isup FOTOLIVE

Isup va oltre le idee e prova a mettere le ali ad alcune startup che si stanno già concretamente confrontando con il mercato. È questa la principale novità del master realizzato da Università e impresa con Aib education, il gruppo giovani imprenditori della stessa Aib (rappresentato ieri dal vicepresidente Luca Borsoni) e Isfor 2000.
Ieri il via alle lezioni, con una battuta-provocazione di Antonio Porteri - uno dei componenti del comitato scientifico - che, nell'augurare le migliori fortune ai 14 studenti bresciani che lavoreranno sulle loro 12 idee di business, ha fatto loro l'augurio più grande: «Secondo me - ha detto - gli industriali dovrebbero aprire meno banche e finanziare direttamente progetti come i vostri se vogliono realmente aiutarvi». Non certo una bocciatura dell'idea del master, di cui Porteri è tra i convinti sostenitori, ma il tentativo di suggerire una strada per fare qualcosa di più nella creazione di nuove idee di successo di business, superando anche una certa retorica sempre in voga quando si parla di startup.
IN ATTESA di trovare anche da noi un habitat (soprattutto finanziario) congeniale alla crescita di idee imprenditoriali, i giovani proveranno a far crescere le loro idee. Come detto a differenza dello scorso anno sono in campo alcuni progetti che già sono operativi (e che possono essere facilmente approfonditi attravero una visita ai rispettivi siti interne). Questa è la novità sottolineata in particolare da Achille Fornasini (Isfor) che ha anche evidenziato come: «sarà importante formare dei manager per il mercato bresciano al di là del successo della loro idea imprenditoriale», aggiungendo anche che: «oltre a valutare le potenzialità delle proprie idee di business i partecipanti potranno migliorare le loro conoscenze gestionali eventualmente spendibili sul mercato».
SONO infatti già sul mercato, e si cimenteranno in una fase di approfondimento e laboratorio, le iniziative di Laura Bettini (Planet, agenzia di codesign per prodotti bioisiprati), Alice Gregori (Emmi's care, centro di psicomotricità per bambini secondo i dettami di Emmi Pikler), Camilla Buffoli e Federica Malvicini (Stilly, personal shopping e consulenza di stile) e Filippo Salvadori (Ring, un canale di advertising per conversazioni commerciali). Il progetto che può dare un supporto anche agli altri è quello di Matteo Masserdotti: un portale di equity crowfunding finalizzato all'imprenditoria innovativa.
INTERESSANTI anche le altre proposte, che fanno capire come la parola startup non sia solo sinonimo di tecnologie digitali, ma anche di idee che possono applicarsi con successo al manifatturiero di casa nostra. Tra queste un nuovo brand d'abbigliamento (Marco Alesci e Luca Vassalini), un circuito di autoriparazione (Paolo Ciotti), un social network per progettisti e inventori (Thomas Ferrari, lo sviluppo di contenuti multimediali per la promozione di eventi (Simone Lazzari), un'impresa sociale per il sostegno della comunità di lavoro (Laura Pederzani), una bottega artistica rinascimentale (Elisa Moreschi) e cuffie per la protezione dall'inquinamento acustico (Tiberiu Voina).
Mario Mazzoleni (comitato scientifico) ha sottolineato l'importanza del metodo: «Il programma sta in piedi con metodi ed esperienze» e di un vantaggio reale: «questi progetti sono mossi dalla passione, per questo già portatori di un vantaggio reale». Le lezioni proseguiranno fino a febbraio quando gli studenti si aggiungeranno ai 500 manager già formati in questi anni da Isfor e Università impresa.

Giovanni Armanini
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