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26.11.2012

Camusso e Bindi: no a Matteo Vendola: «Torna la passione»

Napoli: una fila di elettori per le primarie del centrosinistra
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ROMA A rovinare, almeno in parte, la giornata del centrosinistra per il clamoroso boom di partecipazione alle primarie, ci ha pensato il segretario della Cgil Susanna Camusso. Poco dopo l'ora di pranzo, intervenendo in tv al programma di Lucia Annunziata, ha lanciato un bel «siluro». Dopo aver detto di aver votato per Bersani ha spiegato che una eventuale vittoria di Renzi «sarebbe certamente un problema». Perché? «Le sue proposte sul lavoro», ha affermato, «sono molto distanti dalle nostre e sono un problema per il Paese». L'uscita della Camusso ha suscitato l'irritazione di buona parte del Pd perché giudicata «inopportuna». Ma riserve su Renzi e sui rischi di una sua vittoria sono stati espresse anche da un'altra big del Pd, Rosi Bindi, secondo la quale un suo successo sarebbe «un problema». Se vince, ha detto, «sarà complicato tenere unite le persone e le forze politiche che hanno sottoscritto la carta di intenti». Nessuna polemica, anzi, è venuta dai tre candidati battuti ed esclusi dal ballottaggio. A cominciare da Nichi Vendola. «Il centrosinistra», ha affermato con orgoglio, «ha ritrovato il suo popolo ma ora non lo deve abbandonare». Il leader del Sel si arrende al boom di voti presi da Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi e non va al ballottaggio di domenica prossima, ma mostra lo stesso la sua soddisfazione per l'andamento delle primarie. Incassa un buon risultato con il 15% totale dei voti con un picco nella «sua» Puglia con oltre il 45%, ma ci tiene anche a sottolineare come, secondo lui, il vento stia cambiando. «Sta prendendo forma», ha affermato, «l'idea che si possa riconsegnare la politica alle passioni pulite». Solo alla fine una piccola polemica: «Complimenti a Bersani e a Renzi per la splendida affermazione, ma hanno goduto di un vantaggio: i grandi gruppi editoriali e le tv hanno rappresentato queste come le primarie del Pd». Soddisfatta anche Laura Puppato, unica donna candidata alle primarie, che ha definito «quasi un miracolo» i circa 120 mila voti ottenuti. Non solo, è convinta, nel suo piccolo di aver «gettato un seme che ora potrà crescere, per portare avanti l'idea di un cambiamento della politica di questo Paese». Sulla stessa linea il quinto candidato, Bruno Tabacci. La sua presenza, ha commentato, è stata «marginale» ma si sente orgoglioso di aver partecipato a queste primarie che «riavvicinano la gente alla politica».

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