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19.03.2011

Napolitano: «Bello scatto d'orgoglio»


 Napolitano acclamato a Torino
Napolitano acclamato a Torino

TORINO
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non nasconde la soddisfazione e la gioia per la partecipazione popolare e la sostanziale unità del mondo politico alla celebrazione dei 150 dell'Unità d'Italia. «Io credo che tutti, da qualsiasi parte del paese, abbiamo avvertito che è accaduto qualcosa di importante: abbiamo avvertito uno scatto di sentimento nazionale ed era quello che volevamo suscitare», ha detto un commosso Napolitano a Torino dove, in una visita di due giorni, continuerà le cerimonie. Nella prima capitale d'Italia ieri un nuovo bagno di folla per il presidente, che ha aperto le celebrazioni con un discorso al Teatro Regio, accolto da un applauso in piedi di oltre tre minuti.
Dopo la cerimonia, quando ha percorso a piedi il tratto di strada per andare a Palazzo Madama, sede del primo Senato italiano ai grandi e lunghi applausi per il presidente hanno fatto da contraltare fischi e contestazioni ai rappresentanti della Lega Nord che facevano parte del corteo. Il presidente del Piemonte, il leghista Roberto Cota ha ringraziato Napolitano per aver ricordato che il federalismo rende più vivo e ricco il paese.
Napolitano ha ringraziato Torino per come ha creduto alle celebrazioni del 150° dell'Unità d'Italia, portando avanti il programma con coerenza e continuità, al di là del cambiamento di colore politico della Regione Piemonte. Il capo dello Stato ha reso omaggio a Torino e a Vittorio Emanuele II, primo re d'Italia che «non può non essere considerato una delle figure fondamentali del nuovo stato unitario» e al conte Camillo Benso di Cavour, «una guida saggia, il più grande statista del nostro paese».
Chi serve lo Stato, chi ricopre ruoli pubblici ha il dovere di essere umile, ha sottolineato Napolitano, che si commuove. Un richiamo all'etica nella politica che si legge anche nelle parole del presidente della Camera Gianfranco Fini intervistato da Giovanni Minoli: «Il comportamento privato non può portare disdoro al comportamento e al ruolo pubblico» dice il leader Fli ed è facile cogliere nelle sue parole un riferimento al caso Ruby e al premier. E Fini sottolinea anche gli esempi di Cavour e Mazzini, «usciti dalla politica più poveri di quando erano entrati».
Ma continuano a far discutere le scelte della Lega sulle celebrazioni. Futuro e libertà legge nelle contestazioni a Berlusconi la protesta contro l'appiattimento del premier sulle posizioni della Lega. E secondo il coordinatore di Fli Italo Bocchino, «la bella risposta è stata quella degli italiani scesi in piazza con il tricolore».

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