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21.04.2012

La Cattolica scommette sulla green economy

Lo sviluppo della green economy passa anche dalle fonti rinnovabili
Lo sviluppo della green economy passa anche dalle fonti rinnovabili

Sono le professioni del futuro, ma il mondo produttivo non sa ancora bene precisare le proprie esigenze e l'università sta cercando di delineare le figure da formare, ma non è semplice. Sono quelli che vengono definiti i «green jobs» ovvero i lavori legati in qualche modo allo sviluppo sostenibile, alla tutela della salute e del territorio, i protagonisti della green economy. L'Università Cattolica del Sacro cuore, che nel settore lavora già da tempo, che ha creato Asa, l'Alta scuola per l'ambiente, che come proprio stile si adopera per far incontrare la sua offerta con la domanda del mercato, ieri ha organizzato un seminario su questo tema per disegnare l'identikit del futuro jobber, in Italia e nella nostra zona. A presiedere Luigi Morgano, direttore di sede, il pro rettore milanese Franco Anelli, i presidi delle due facoltà coinvolte, Michele Lenoci di Scienze della formazione, Alfredo Mazzocchi di Scienze fisiche e matematiche. L'intento era di proporre nel concreto un hub, ovvero un osservatorio sinergico con le istituzioni e il mondo del lavoro per censire richiesta e effettiva utilità, per dare stimolo a processi di innovazione e recepire i cambiamenti. Ma, l'università ha chiamato e il territorio non ha risposto granchè. Invitati, l'Associazione industriale e l'Ufficio scolastico provinciale non si sono visti, unica presente la Camera di commercio con Francesco Lechi. IL QUALE, concordando sulla necessità di un punto di raccordo fra ateneo ed enti, agli accademici ha dato suggerimenti concreti sui campi principali da indagare: l'energia, i rifiuti, la depurazione. «Quanto può interessare l'industria metalmeccanica e metallurgica e la zootecnia con tutto quando devono smaltire». Per Lechi, ma alla fine per tutti i relatori, la caratteristica principale del lavoratore verde è quella di non essere specifico ma multidisciplinare e multiapplicativo. «In tutte le aziende esistono addetti ad operazioni di tutela ambientale. Basti pensare che il 44% degli investimenti ad esse indirizzati si sono visti nella chimica e nell'universo del petrolio!» ha sostenuto anche il docente di Economia Roberto Zoboli. Di qui la necessità, secondo Pierluigi Malavasi, direttore di Asa, di una preparazione interdisciplinare degli iscritti, «e forse di una sensibilità a cui avviare addirittura sin dalla scuola primaria». Ed è proprio sui giovani che bisogna puntare per Antonio Ballarin Denti, direttore di un altro vanto "verde" della Cattolica, il Crassl, Centro di ricerche per l'ambiente e lo sviluppo sostenibile della Lombardia. «DALLA GREEN economy dobbiamo far nascere opportunità per le future generazioni, in una situazione allarmante di disoccupazione che segna il 9% a livello generale e il 31% fra gli under 35» ha detto. Denti ha anche lanciato un allarme: «Non stiamo così tranquilli sulle prospettive delle energie rinnovabili, perché si sta guardando ancora alle possibilità fossili, sabbie bituminose e simili».COPYRIGHT

Magda Biglia
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