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11.11.2009

«Ars gustandi» scopre i sapori degli Inca

Gli assessori Arcai e Margaroli con Baitelli (Confesercenti) FOTOLIVE
Gli assessori Arcai e Margaroli con Baitelli (Confesercenti) FOTOLIVE

Brescia. «Nessun amore è più sincero dell'amore per il cibo». Alla massima di George Bernard Shaw si potrebbe aggiungere che fra gli amori più sinceri c'è anche quello per l'arte. Un binomio, buona cucina e creatività, che torna nella proposta di Ars Gustandi. L'appuntamento con la ristorazione bresciana si presenta in una nuova veste, anche alla luce del Distretto urbano del commercio per riqualificare il centro.
IN ATTESA DELLA MOSTRA sugli Inca che aprirà in Santa Giulia il 4 dicembre, alcuni ristoranti e trattorie del centro proporranno appuntamenti enogastronomici accompagnati da conversazioni a tema e performance di recitazione, lettura e musica, per spaziare sui più diversi argomenti: dalla fotografia alla psicologia, dall'arte, al cinema, dal viaggio alla recitazione, senza dimenticare due speciali incontri conviviali - venerdì 13 e martedì 24 - per accostarsi alla mostra sugli Inca, scoprendone in anteprima le suggestioni e la storia, fra piatti della tradizione bresciana e portate dedicate al «Nuovo mondo». Fra le proposte si segnala la conversazione sull'amore che terrà lo psichiatra e scrittore Fausto Manara, il recital di poesie dedicato alla luna e quello con accompagnamento musicale a cura di Sergio Isonni, l'«Invito a cena con il cinema» a cura di Massimo Morelli.
ARS GUSTANDI, realizzata da Confesercenti con Comune e Artematica, rappresenta «un'occasione per i ristoratori di esprimere la propria capacità a prezzo garantito, in un clima nuovo di rilancio della città», dice l'assessore alle attività produttive Maurizio Margaroli, mentre Andrea Arcai, assessore alla Cultura, sottolinea la partecipazione che sta muovendo dal territorio in attesa della mostra.
Per Fabbio Baitelli di Confesercenti, la chiave di lettura di Ars Gustandi 2009 è ancora più ampia: «Dopo l'adesione ai Duc, la veste più integrata che siamo riusciti a dare all'iniziativa è segno che si sta facendo un lavoro di squadra perché Brescia torni ad essere città d'arte e commerciale».
La proposta è articolata in due momenti, il primo con la ristorazione di qualità accompagnata da approfondimenti culturali (ai partecipanti alle serate verrà offerto un coupon di ingresso ridotto alla mostra Inca), il secondo interesserà una lista di ristoranti che offriranno una riduzione del 10 per cento sulle consumazioni alla carta a chi si presenterà con la matrice del biglietto della mostra. «Brescia, città tradizionalmente chiusa, sta rispondendo per diventare sempre più accogliente», sottolinea Maurizio Bernardelli Curuz, direttore artistico della Fondazione Brescia Musei e fra i curatori della mostra.
Scivolando sulla linea del tempo, ci si accorge tra l'altro che il rito della convivialità era coltivato dagli stessi Inca, civiltà più vicina a noi di quanto possa apparire. «La libagione era elemento di preghiera ma anche di unione con gli uomini», spiega Curuz, auspicando che idealmente la città tenga per sé un bicchiere d'oro, l'altro, secondo la ritualità Inca, lo offra a chi arriverà, come segno di ospitalità.

Mostra Inca Brescia

Lisa Cesco
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