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20.08.2011

Acqua imprigionata, la tensione sale


 Irrigazione  difficile  nella Bassa
Irrigazione difficile nella Bassa

Nulla da fare. La Provincia di Trento ignora i patti e resta sorda di fronte alle minacce di maxi cause legali di risarcimento sventolate lanciate dagli agricoltori bresciani e mantovani, che nonostante il caldo torrido di questi giorni sono costretti ad irrigare i loro 30 mila ettari di mais, sorgo ed erba medica con turni dimezzati. Il problema è che la società HHydro Dolomiti Enel non si è decisa a rilasciare i volumi d'acqua pattuiti dalle dighe malga Boazzo e Bissina nel lago d'Idro. Se la tiene per produrre energia elettrica, quando è più conveniente.
«E' davvero una situazione critica - ammette Luigi Lecchi, presidente del consorzio Medio Chiese -. Dopo la nostra dura presa di posizione di una settimana fa hanno rilasciato qualcosa, ma molto meno del pattuito e soprattutto senza avvisarci, permettendoci così una razionalizzazione dei turni irrigui. Fortunatamente nei giorni scorsi qualche pioggia a Bagolino ha permesso un innalzamento del lago di 20 centimetri. Siamo riusciti ad evitare il peggio. Ma è un braccio di ferro che non può reggere e che sfocerà in un'aula di tribunale».
I patti ai quali si riferisce Lecchi riguardano il rilascio di 18 milioni di metri cubi d'acqua nel lago d'Idro e da qui nel fiume Chiese, per andare a dissetare i campi della Bassa. Tempi e modi sono indicati nella convenzione firmata tra Regione Lombardia e Provincia di Trento nel luglio di 3 anni fa. Ma quell'acqua non arriva.
«Adesso andremo a verificare i diritti d'uso dell'acqua – annuncia Luigi Lecchi – e gli obblighi che le dighe Boazzo e Bissina hanno nei confronti del lago e degli utilizzatori di valle. Come già spiegato abbiamo la Regione dalla nostra parte e le chiederemo ancora di aiutarci a rispettare i nostri diritti».
Per 7 mila agricoltori che lavorano tra Montichiari, Calvisano, Castiglione delle Stiviere e Asola sono giorni duri: l'acqua del Chiese e delle sue derivazioni (rogge comprese) non basta per tutti e quindi sono costretti a dimezzare i turni irrigui. Eppure questi sono gli ultimi giorni di irrigazione che potrebbero compromettere anche la quantità dei raccolti.
L'oro blu del Chiese per loro è sempre più un miraggio: dopo la stretta imposta dal registro italiano dighe (Rid) che 3 anni fa ha diminuito di molto i rilasci d'acqua dall'Idro (i livelli possono oscillare di 3,75 metri ma solo 1,5 sono i metri a disposizione degli agricoltori) adesso devono subire anche gli egoismi dei produttori di energia trentini.

Pietro Gorlani
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