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24.10.2012

I Comuni limitrofi fanno dietro-front «Occasione persa»

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La provincia di Brescia non diventerà più grande. Non acquisirà nuovi spazi, non vedrà aumentare gli abitanti. I propositi di secessione sbandierati nel pieno dell'estate da nove Comuni dell'Alto Mantovano - Goito, Catiglione, Gudizzolo, Volta Mantovana, Cavriana, Solferino, Ponti sul Mincio, Medole e Monzambano - non si sono tradotti in qualcosa di concreto. Un «finale» che per Mario Cancellieri, assessore ai Servizi sociali di Goito e «motore» dell'«ondata secessionista», è dovuto esclusivamente alla «pigra convinzione che alla fine sarebbe arrivata una deroga, per cui la provincia di Mantova non sarebbe stata soppressa». «Potevamo fare istanza con delibera da presentare al Cal (Consiglio delle autonomie locali), poi trasmettere l'incartamento in Regione e quindi a Roma - sottolinea Cancellieri -: questa operazione però non poteva essere fatta da noi, ma dai Comuni confinanti con Brescia. Noi ci saremmo attaccati successivamente: davanti abbiamo Castiglione e Guidizzolo, ma anche Cavriana e Solferino. Non essendo un Comune limitrofo, non aveva senso che fossimo noi i primi a portare avanti l'istanza; gli altri Comuni sono rimasti fermi, non hanno capito che si esprimeva una volontà politica in prospettiva». Eppure con Brescia, nel corso dell'estate i contatti sono stati serrati. «I contatti erano stati positivi - ricorda l'amministratore di Goito -. Tutti speravano in deroghe per Mantova, ma ormai siamo fuori tempo massimo. Penso sia un'occasione persa, Cremona diventa capoluogo di provincia, Mantova e Brescia insieme avrebbero creato una mezza potenza: saremmo diventati 1,6 milioni di abitanti, saremmo stati un riferimento. Brescia invece, con l'aggregazione degli altri capoluoghi, perde peso specifico all'interno della Lombardia. Serviva la volontà di 7-8 Comuni di confine, e invece non è arrivata: anche Castelgoffredo era interessata, poi si sono fermati». Mantova getta quindi la spugna. Fuori tempo massimo è arrivato anche Ostiano, Comune cremonese che approderà quindi nel maxi polo formato da Cremona, Lodi e Mantova. In virtù degli accorpamenti, la Lombardia avrà otto province, con Milano città metropolitana. Sulla nuova mappa ci saranno Pavia, Lodi-Cremona, Mantova, Brescia, Bergamo, Sondrio, Como-Lecco-Varese, Monza Brianza. DI.BO.

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