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09.09.2011

Il parco del Monte Netto si rilancia


 Paolo Castellini
Paolo Castellini

Rilancio del parco regionale del Monte Netto attraverso una maggiore tutela del territorio e la promozione della viticoltura, grazie ad un lavoro condiviso con le tre nuove amministrazioni dei Comuni di Capriano del Colle, Poncarale e Flero.
Questi in estrema sintesi gli obiettivi programmatici del nuovo consiglio di amministrazione del parco, che da giugno ha un nuovo presidente, Paolo Castellini. Quarant'anni, dottore forestale e dipendente regionale dell'Ersaf, Castellini è anche assessore comunale ai Lavori Pubblici e Urbanistica a Capriano, ed ha preso il posto di Carlo Zamboni (di Poncarale). Insieme ai rappresentanti dei Comuni di Poncarale e Flero (rispettivamente il consigliere Alfonso Calati e il consigliere Luigi Pirlo, padre del fuoriclasse della Juve e Nazionale) compongono il nuovo Cda del parco (direttore è Giuseppe Zipponi di Azzano Mella).
GLI OBIETTIVI. «Considerate le finalità istitutive del parco - commenta Castellini - volte alla tutela della biodiversità, alla salvaguardia delle rilevanze paesistiche e culturali, alla promozione dell'attività agricola e vitivinicola, riteniamo che il Parco debba conservare una qualità ambientale maggiore rispetto al contesto».
Per questo i nuovi vertici stanno lavorando per dotare le doc e la filiera alimentare «di un marchio del parco quale elemento di garanzia per il consumatore» e puntano a sistemi di produzione a maggiore compatibilità ambientale. Non da ultimo si punta ad una maggiore fruizione delle bellezze naturali del parco, a partire dal bosco secolare delle Colombaie, di proprietà privata, con la quale si cercherà un accordo. Si punta anche «all'incremento di percorsi ciclabili e pedonali» e alla valorizzazione di ville storiche, chiese, edifici rurali, «che devono essere spunti per la didattica a favore delle scolaresche, delle famiglie, dei visitatori».
TUTELA AMBIENTALE. Castellini è chiaro sulla questione della centrale ad oli vegetali che una società privata vorrebbe realizzare in via Dalla Chiesa: «Siamo contrari a questo progetto. Anche se si dovrebbe insediare appena fuori dal perimetro del parco, l'artigianato nocivo deve mantenersi a congrua distanza. Chiederemo di partecipare alla conferenza dei servizi, per far pesare la nostra posizione».
Fondamentale poi la programmazione nell'ambito della Rete ecologica regionale e ancor prima del nuovo piano territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp): «Stiamo valutando il percorso da adottare, se apportare controdeduzioni o modificarlo nella sostanza». Ad ogni modo «sarà nostro compito far sì che non venga sminuito il ruolo delle amministrazioni locali e di vigilare sulle criticità ambientali esistenti e gli appetiti speculativi».
LA NUOVA LEGGE. Il parco dovrà anche fare i conti con la nuova legge regionale, che prevede la soppressione dei consorzi di gestione dei Parchi, come imposto dal decreto Milleproroghe dello scorso anno. «Le modifiche appena approvate riguardano la trasformazione da consorzio di gestione a ente pubblico. Ci sarà una redistribuzione delle competenze, mentre verrà valutata l'adesione della Provincia o altri Comuni su loro eventuale espressa richiesta».
Quanto alle esigenze di riduzione della spesa, il nuovo progetto di legge regionale ipotizza l'esercizio in forma associata o convenzionata da parte di più parchi di una serie di funzioni.
La Regione attuerà un' attività di monitoraggio sui bilanci ma non avrà in mano le redini dei parchi, come prospettato in una prima versione della legge.

Pietro Gorlani
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