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25.04.2010

In tremila per dire no alla vivisezione Un successo la marcia degli animalisti


 Gli striscioni degli animalisti contro l'azienda di Montichiari
Gli striscioni degli animalisti contro l'azienda di Montichiari

Il tam-tam dei social network ha ancora una volta raggiunto il suo obiettivo. Moltissimi, forse tremila, erano i giovani animalisti presenti ieri a Montichiari per la protesta contro «Green Hill» (l'azienda che alleva cani destinati a esperimenti e ricerca scientifica) che si sono dati appuntamento davanti al Municipio attraverso siti internet, sms e appunto i social network come Facebook e Twitter.
Molti residenti sulle prime non capivano chi fosse quella gente e per che cosa manifestasse. Si trattava per lo più di sostenitori dei diritti degli animali provenienti dal milanese e dal Piemonte, e per capirlo è bastato leggere i loro sctriscioni: «Liberiamo i Cani di Green Hill» ,oppure «Basta Vivisezione, Basta con la sofferenza degli Animali», e ancora «Se fosse il …Tuo cane, riusciresti a Fregartene?».
AL RADUNO hanno aderito vari gruppi e associazioni, che hanno contribuito a organizzare l'evento, come la Lav, la Lega antivivisezione, oppure la Lida, la Lega italiana dei diritti dell'animale.
I loro strali sono stati scagliati soprattutto contro la sede monteclarense della Marshall Inc, un'azienda americana che ha acquistato lo stabilimento di Green Hill, in via San Zeno, dove sono ospitati 2500 cani di razza Beagle destinati alla vivisezione per le ricerche nei laboratori di mezzo mondo. Azienda che ora vorrebbero costruire altri capannoni, per contenere altri 2500 cani, e che il Comune per ora non intenderebbe concedere.
LO SCOPO delle associazioni mobilitatesi ieri è proteggere non solo i cani Beagle allevati a Montichiari, ma anche tutti gli animali che normalmente vengono usati per la vivisezione in Italia e nel mondo.
Secondo un rapporto della Lav, la vivisezione riguarda non solo i cani, ma anche gatti, conigli, cavalli, pesci, uccelli e mucche. La stess aLav spiega che l'alternativa all'uso della vivisezione degli animali per la ricerca scientifica esiste, e che questa pratica è già stata abbandonata da molte aziende farmaceutiche e cosmetiche.
Con questa manifestazione quei tremila giovani, con qualche centinaio di cani al seguito, hanno voluto fare soprattutto far conoscere la loro posizione, al di là del solo «caso» monteclarense.
È in effetti presenti a Montichiari ieri non erano altro che la punta di un iceberg di due milioni di persone che in Italia la pensano come loro: «Chiudiamo i laboratori per la vivisezione degli animali».
Il corteo è partito da piazza del Municipio alle 15, ha percorso un tratto di via Mantova, via Brescia, via Martiri Libertà per fare tappa definitiva in piazza Treccani, dove il Comitato antivivisezione ha chiuso alle 17 con alcune relazioni e infine con una merenda, senza cibi di origine animale.
Francesco Di Chiara

Francesco Di Chiara
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