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09.11.2012

Mega-macello, c'è l'ipotesi trasloco in Emilia

Un'immagine curiosa da una manifestazione contro il mega-macello
Un'immagine curiosa da una manifestazione contro il mega-macello

È in movimento il fronte del mega-macello di Manerbio. Mentre l'amministrazione del vicino Comune di Leno ribadisce la sua netta contrarietà alla realizzazione dell'impianto, si fa largo tra gli addetti ai lavori un'altra notizia . DECISAMENTE più dirompente, anche se si tratta per ora soltanto di «voci»: la società promotrice starebbe riflettendo sulla possibilità di abbandonare l'ipotesi Manerbio per andare a rilevare ed ampliare un macello in difficoltà finanziarie in Emilia. A fare insomma le valigie e spostare le sue mire imprenditoriali su un'altra regione. A rimanere ferma e inamovible, almeno fino a quando gli atti ufficiali non saranno modificati, è invece la posizione del Comune di Leno nei confronti de mega macello, destinato a sorgere a Manerbio, ma nella zona agricola lungo la vecchia strada che porta a Milzanello di Leno, non distante dal casello della autostrada A21 al confine con il Comune limitrofo. Il sindaco Pietro Bisinella ribadisce il suo deciso no all'impianto che dovrebbe macellare migliaia di suini al giorno (circa 40 mila a settimana per 2 milioni all'anno), con annesso inceneritore per gli scarti e una zona per confezionare hamburger di carne di suino come indica il nome dell'azienda, «Hamburger Pini Spa», parte della holding valtellinese Bresaole Pini spa, già proprietaria di due macelli simili in Polonia e Ungheria. Bisinella smentisce dunque qualsiasi voce su accordi tra i due Comuni. «Non è per pregiudizio, ma finchè non si dice come risolveranno i problemi che un impianto di quel genere comporta per il territorio e per la popolazione, il nostro parere negativo non ha motivo di cambiare». Il sindaco di Leno si riferisce anche ai problemi legati alla viabilità dato che l'impianto movimenterà centinaia di camion, alla compatibilità ambientale, ai reflui zootecnici, alla captazione dell'acqua. «I PROGETTI si valutano con le carte in mano, non a spanne - spiega - mi pare che si usi il parere contrario di Leno come paravento, per nascondere l'incapacità di dire no a un progetto che non convince. Se fossero così sicuri della bontà dell'iniziativa andrebbero avanti anche senza il nostro parere». Intanto però gira con insistenza una voce che alla ditta Pini sia stato offerto di subentrare a un'azienda alimentare emiliana piuttosto nota, ora sull'orlo del fallimento: quindi l'intero progetto potrebbe trasferirsi in Emilia. In tal caso addio Manerbio. Anche da fonti istituzionali arrivano «spifferi» sulla concretezza di questa novità. Trattative in corso con una società di macellazione e trasformazione emiliana vi sarebbero. Si ipotizza un passaggio di proprietà che vedrebbe la società, oggi interessata a Manerbio, rilevare il centro emiliano, facendosi carico di sanare la situazione finanziaria e procedendo a ulteriori investimenti in Emilia. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Milena Moneta
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