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02.06.2012

Riflettori puntati sulla legalità un questionario del Comune

Il municipio di Roncadelle
Il municipio di Roncadelle

Quali settori sono a maggiore rischio di estorsione? E quali misure bisognerebbe adottare per fronteggiare il rischio di azioni criminali ai danni delle imprese? Sono due delle domande contenute nel questionario in distribuzione in questi giorni a Roncadelle. Si tratta di una serie di quesiti che hanno lo scopo «di conoscere a analizzare il territorio in primis, ma che sono anche il simbolo della nostra volontà di diffondere maggiormente la cultura della legalità nel nostro paese» assicura il sindaco di Roncadelle Michele Orlando. IL PROGETTO, portato avanti dal Comune (il primo nella nostra provincia) con la collaborazione della sezione Libera e della Rete Antimafia di Brescia, è teso a fotografare una situazione che magari non presenta evidenti criticità, ma che potrebbe anche nascondere zone d'ombra. «Non vogliamo mettere la testa sotto la sabbia e far finta che nel Settentrione il problema non esista - spiega Orlando - le cronache degli ultimi anni, sono qui a testimoniare che la criminalità organizzata è ben radicata anche nel Nord Italia». Così in questi giorni è stata completata la distribuzione a 550 realtà produttive e commerciali presenti in paese, ma anche ai liberi professionisti. I destinatari del questionario avranno tempo fino al 30 giugno per riconsegnarlo compilato, si tratta di per la maggior parte di risposte multiple, solo in alcuni aperte. «Alcuni sono già tornati indietro con commenti di apprezzamento per l'attenzione dimostrata» chiosa Orlando. Fondamentale per il concepimento delle domande contenute l'apporto di Libera e Rete Antimafia; il questionario è diviso in tre sezioni: la percezione della legalità in senso generale, i rapporti con la pubblica amministrazione nell'ambito legalità; infine, le esperienze dirette o indirette di tentativi di infiltrazioni criminalità organizzata. «Molto importanti sono anche le prime due sezioni - sottolinea Giuseppe Giuffrida di Libera -, il nostro compito non è di combattere la criminalità organizzata in maniera diretta, ma togliere a questa l'acqua e il nutrimento attraverso una rivoluzione culturale». CRISTIANO ARTHOUR della Rete, dal canto suo, sottolinea come «uno studio della Dia assegni alla Lombardia il secondo posto nella graduatoria nell'emersione dei reati di estorsione». Anche se a livello di criminalità organizzata, nel Bresciano, prevalgono i reati legati al traffico di stupefacenti e a quello relativo allo smaltimento dei rifiuti tossici, non va dunque sottovalutato nemmeno il fenomeno dell'estorsione. Se pur non sia rilevante, la presenza della mafia tocca comunque anche Roncadelle dove esistono due immobili sequestrati proprio a persone facenti parte di organizzazioni malavitose. Immobili che presto, attraverso il Comune, verranno destinati ad associazioni no profit con fini sociali. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fabrizio Vertua
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