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17.01.2012

Sul luogo dell'eccidio non c'è più posto nemmeno per i fiori

Materiale bruciacchiato in prossimità delle croci alle Case di Viso
Materiale bruciacchiato in prossimità delle croci alle Case di Viso

Se il futuro è buio, non gode di maggior luce nemmeno il passato. Dimenticato spesso da un presente che corre in fretta, indifferente e smemorato. Succede anche in alta Valcamonica, per esempio in quella splendida località a nord di Pezzo, frazione di Ponte di Legno, a Case di Viso, dove il 16 ottobre 1944 avvenne - ad opera dei nazisti - la più consistente strage di civili di tutta la lotta di liberazione altocamuna. Da qualche anno lì, tra i prati e il fiume, attorno alle croci in ricordo dell'eccidio, è diventato impossibile persino posare fiori. Quei fiori che testimonierebbero il ricordo anche di due miei fratelli, caduti nella Seconda guerra mondiale: Giacomo Primo, morto in Croazia nel 1943 a 21 anni, e Celestino, partigiano della Brigata Garibaldi, ucciso a soli 20 anni proprio a Case di Viso. UNA TERRIBILE «strage annunciata», come titola la documentatissima «cronaca» che ne ha fatto nel 2003 lo studioso camuno Giancarlo Maculotti; una rigorosa ricerca storica che è anche doveroso omaggio alle vittime «dimenticate»: Giovanni e Matteo Maculotti, Cipriano, Martino e Dario Faustinelli, i cinque civili trucidati insieme al partigiano Celestino Zuelli, «falciato dalla mitraglia con 18 colpi a bruciapelo». Oggi, a ricordare la strage - un «uragano di fuoco» secondo la colorita testimonianza del pastore Duilio Faustinelli - nemmeno un fiore... Che diventerebbe subito gradito pasto delle mucche che, senza controllo alcuno, vagano liberamente in cerca di cibo. Lo scorso anno pastori molto rispettosi di quel luogo di memoria, hanno pensato bene di improvvisare un recinto per vitelli proprio a ridosso delle croci; chissà, forse per dar colore e profumo ai nostri ricordi. Quest'anno poi, l'aggiunta di uno spazio dove bruciare materiale e scarti vari ha completato l'opera... D'ALTRA PARTE in paese, a Pezzo, le cose non vanno meglio. Presso il monumento ai Caduti delle due guerre mondiali, la corona posata il 4 novembre, ormai da anni, dopo due o tre settimane sparisce ad opera di soliti ignoti verso altra, non precisata destinazione. Il bianco marmo su cui risaltano i nomi resta il solo testimone. E pensare che i nostri giovani caduti hanno dato la vita per questa tanto gradita Libertà. Forse speravano in un risultato più nobile... Bruno Zuelli Presidente dell'Associazione Nazionale Famiglie Caduti e Dispersi in Guerra, sezione di Pezzo (Ponte di Legno) Siete stati testimoni o protagonisti di un episodio singolare, di un gesto speciale o di un fatto eclatante? Diventate «Cronisti per un giorno» per Bresciaoggi inviando il vostro racconto con una e-mail all´indirizzo provincia@bresciaoggi.it.

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