giovedì, 20 settembre 2018
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07.09.2018

La rotta di un governo

Un passo importante, che va nella direzione giusta. Il decreto anti-corruzione varato ieri sera dal governo rappresenta sicuramente un nuovo tassello nel piano «di cambiamento» che la maggioranza sta faticosamente cercando di portare avanti. Un provvedimento che cerca di affrontare, anche se poi i risultati andranno verificati sul campo, uno dei mali endemici del Paese, che costa alla collettività oltre 60 miliardi all’anno e che falsa la concorrenza: tangenti e malaffare mettono fuori gioco le aziende sane e fanno prosperare quelle che non sarebbero in grado di stare sul mercato. Quindi il decreto approvato ieri va salutato con soddisfazione. Ma se su questo fronte è stato fatto un passo avanti, la giornata di ieri va segnalata per il nuovo sconcertante cambio di rotta in tema di vaccini. Un nuovo dietro-front che riapre l’incertezza per scuole e famiglie alle prese con un rebus sempre più ingarbugliato: chi non è vaccinato può entrare o no a scuola? Fino a marzo sì e poi non più, come si legge nell’ultimo emendamento portato in votazione alla Camera? Cambiare idea è umano, ma cambiarla continuamente è diabolico. Oltre che dannoso. E l’impressione su questo terreno, ma non solo, è che il governo navighi a vista. È presto, naturalmente, per esprimere verdetti definitivi: ma se i cambiamenti di passo, le retromarce, i dietrofront si estendessero alle decisioni da prendere sul terreno economico, gli effetti potrebbero essere disastrosi. Basta dare uno sguardo alle oscillazioni dello spread degli ultimi mesi per avere l’esatta istantanea del fenomeno. Tutte le volte che l’esecutivo ha mostrato di voler allargare i cordoni della borsa, il differenziale fra i Btp italiani e quelli tedeschi si è ampliato. Tutte le volte che, invece, è arrivata una dichiarazione a favore del rispetto degli impegni europei, il gap si è ridotto. Del resto i mercati sono regolati da leggi più o meno condivisibili, ma anche dal buon senso. E se c’è una cosa che gli operatori finanziari, gli imprenditori e i risparmiatori non riescono a digerire è proprio l’incertezza. Svolte improvvise o navigazioni a zig-zag da parte del governo, magari alla ricerca dii facili consensi, rischierebbero di costare un prezzo troppo alto per i cittadini e le imprese. Da questo punto di vista, le norme anti-corruzione, vanno sicuramente nella giusta direzione. Ma ora bisogna proseguire su questa strada, a cominciare dalla prossima manovra economica.

ALESSANDRO CORTI
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