martedì, 21 novembre 2017
CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

21.10.2017

Se il buonismo
è uguale per tutti

Codice alla mano, la condanna a dieci anni per l’ex fidanzato dell’ex finalista di Miss Italia appare ineccepibile. Gessica Notaro, sfregiata con l’acido dall’accusato Eddy Tavares, un ventinovenne di Capo Verde che si dichiara innocente, ne ha ottenuto la condanna al carcere, a un risarcimento di 230mila euro e alla sua espulsione dopo che avrà espiato la pena. «Sentenza equilibrata», commenta lo stesso difensore della ragazza. Ma solo perché gli avvocati sanno bene come vanno le cose nel Paese dove non la giustizia, ma il buonismo «è uguale per tutti». E perciò già l’aver strappato questa pronuncia con rito, oltretutto, abbreviato (abbrevia anche di un terzo le eventuali condanne), suona incoraggiante. Ma dieci anni, che nella realtà saranno molti di meno grazie alla quantità di cavilli procedurali, dell’appello, dei benefici carcerari di cui potrà godere l’imputato se e quando condannato definitivamente, che cosa sono rispetto a una vita distrutta? «Ormai mi ha rovinata, non so se supererò la cosa», ha detto Gessica. Che porta le cicatrici sul volto come un monito contro l’infamia di chi uccide le donne nell’anima. Perché questo avviene quando si offende per sempre, con la violenza dell’arma chimica, il viso e la personalità della vittima designata. «Me l’aspettavo, questa sentenza non mi ripaga», ha aggiunto la giovane con un’amarezza che neanche la sua straordinaria vitalità, proprio nel senso di voglia di vivere, può oggi nascondere. Come dimenticare il dolore della vile aggressione, la notte del 10 gennaio, e poi l’operazione per tentare di salvare l’occhio sinistro, e poi ancora le sofferenze e le paure che un atto del genere imprime perenne? «Toglimi pure la bellezza, ma non la vista», era arrivata a implorare Dio in ginocchio, questa ventisettenne forte, nell’ora della fragilità. Quando il liquido cominciava a bruciarle la pelle e a renderla cieca da un occhio. Per la bilancia della giustizia dieci anni molto teorici «valgono» quest’orrore e dolore? C’è qualcosa di peggio dello sfregio con l’acido, condanna che pesa, quella sì, per tutta la vita?

Se i legislatori vivessero il «comune sentire» dei cittadini, anziché limitarsi a consolarlo a parole, capirebbero l’urgenza di modificare l’intero sistema legislativo-giudiziario: certezza della pena e pene esemplari per delitti che non si prescrivono mai per chi li subisce. Punire per prevenire, solo così si disarmano gli uomini con l’acido e si proteggono le donne indifese.

STEFANO VALENTINI
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1