lunedì, 11 dicembre 2017
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02.10.2017

Una lezione
anche per Roma

Bene, anzi benissimo hanno fatto ieri i governatori Roberto Maroni e Luca Zaia a sottolineare che il prossimo referendum sull’autonomia della Lombardia e del Veneto sarà ben diverso da quello catalano. Quella che si è svolta in Spagna, infatti, è una consultazione fuori dalle regole costituzionali iberiche: al contrario, il voto del 22 ottobre in Italia è sancito proprio dalla suprema corte, che ha accolto il ricorso del Veneto ed ha dato il via libera alle urne. E ciò non è una questione di poco conto.

Detto questo, resta l’essenza del problema e riguarda, in Italia come in Spagna, uno Stato centralista sentito sempre più lontano dai cittadini. E un sistema politico che sembra premiare chi spreca, chi ruba e chi fa il furbo a discapito sia dei cittadini onesti che pagano le tasse sia delle amministrazioni pubbliche più virtuose. Complice una crisi economica che ha impoverito i ceti medi anche al Nord e ha messo in difficoltà il tessuto produttivo, si è arrivati ai minimi storici nel rapporto con Roma, percepita come «centro dell’inettitudine politica ed amministrativa». Una percezione che ha fatto breccia nell’elettorato moderato.

In questo senso le immagini catalane quasi da «guerra civile», con l’assurda pretesa di Madrid di fermare a suon di manganellate la popolazione che andava al voto, sono l’esatta fotografia di un pericolo che ci riguarda.

Inutile giraci intorno: dopo il voto in Catalogna nulla sarà come prima. In Spagna, ma anche in tutta Europa.

Zaia, Maroni e lo stesso Matteo Salvini ieri hanno fatto un discorso in verità non facile per tre esponenti di vertice della Lega, ma di grande buonsenso. Ponendo con forza il tema di un Nord maltrattato e stufo di pagare per gli altri, ma nel solco dell’unità nazionale. Forse, nel caso di Zaia, parole più da candidato premier del centrodestra che da governatore di una Regione. Ma nel nostro Paese si sa come vanno le cose: c’è il referendum e soprattutto le elezioni politiche si avvicinano.

Allora ecco due grandi problemi: intanto se la Lega Nord ed altri partiti seguiranno questa linea moderata o cercheranno la scorciatoia dell’insulto e della demagogia. Alcune prese di posizione di queste ore non fanno certo ben sperare. Poi e soprattutto se la politica romana nel suo complesso saprà cogliere quella che appare davvero come l’ultima campanella nel rapporto tra cittadini e Palazzo, prima che la miccia accesa a Barcellona esploda anche in Italia.

MAURIZIO CATTANEO
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