Seguici... Facebook Twitter Google+ Feed RSS
19 novembre 2018

Lettere

CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

04.09.2018

Il mio grazie a Paolo VI

Egregio direttore, ho cominciato ad avere una venerazione particolare per Papa Montini sin da quando, io giovane ragazzo (oggi ho 66 anni), ebbi la fortuna/provvidenza di assistere a una sua celebrazione eucaristica sul sagrato di San Pietro in Roma. La venerazione venne accresciuta dopo la lettura del libro curato da Cesare Trebeschi, «GianBattista Montini, lettere a un giovane amico» (edizioni Queriniana, Brescia 1978) dove si ha modo di toccare con mano la stupenda grandezza umana e spirituale del «giovane» Giovanni Battista Montini. Nel libro citato, l’Amicizia vera e l’Amore sincero sono elevati al massimo livello (una lettura che consiglierei a molti giovani). La mia venerazione per papa Paolo VI aumentò ancor più, quando il suo aiuto si manifestò nel 1993 in una circostanza particolare della mia vita. Durante una lezione di equitazione, venni «miracolato» proprio da Lui. Quel pomeriggio, mentre galoppavo, il cavallo si fermò all’improvviso/bruscamente facendo uno scarto/rifiuto di un ostacolo e io caddi rovinosamente a terra. Le conseguenze potevano essere ben peggiori di quello che mi capitò. Quando il mio parroco (don Domenico Scolari) venne a trovarmi in ospedale e a casa durante la lunga convalescenza a letto, mi chiese che cosa avessi pensato in quegli attimi della caduta: se avessi pensato che poteva essere la fine della mia vita, se avessi pensato alla mia anima, alla mia famiglia; io risposi che, non so per quale motivo, in frazioni di secondi mi venne in mente, quasi presente, Paolo VI immerso nella luce come in un flash. Espresso a qualcun altro il racconto della mia caduta mi sentii dire: «Ma lei è qui per miracolo, qualcuno l’ha aiutata». A distanza di anni dalla mia caduta da cavallo, in sogno vedo papa Paolo VI che, dal balcone di casa mia, abitavo in via Togliatti al terzo piano di una palazzina con grande giardino e grande balcone (quindi ben visibile da tutti), benedice la folla radunata sotto casa. Ebbene, dopo alcuni mesi dal sogno, i vestiti papali di Paolo VI (ora sono delle reliquie) sono stati portati su quel balcone dove io lo avevo visto in sogno a benedire la comunità di Collebeato. Ho le foto dei suoi vestiti in casa mia, poiché sono andato personalmente a ritirarli essendo temporaneamente assente il parroco e la canonica chiusa, vestiti usati poi per la mostra dell’arredo sacro fatta in oratorio il 25 gennaio 1997 festa di San Paolo. Coincidenze? Casualità? Chiesa di Collebeato dedicata a San Paolo, mia caduta da cavallo come Paolo, e poi papa Paolo VI che mi salva? Per un cristiano si dice non esista il caso ma la Provvidenza: io amo pensare che Paolo VI personalmente sia intervenuto nella mia vita. Grazie Papa bresciano ora Santo. Giampietro Rodella COLLEBEATO

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1