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12 dicembre 2017

Lettere

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04.10.2017

L’invasione
dell’islam

Egregio direttore, l’Europa cambia pelle. Dopo due millenni di lotte serrate contro gli invasori islamici, il risveglio dell'Oriente ha già investito, pacificamente, il «vecchio Continente», ma armati di qualcosa di ancor più formidabile dell’efficientissimo apparato militare: un ideale religioso. Ha perso fiducia in se stessa, nella democrazia e nei propri codici tradizionali; è ritenuta una società al crepuscolo della sua storia, con una propensione per gli estremismi. In Italia, invece, è accertato che il 30% degli afroasiatici ripudiano il modo di vivere occidentale, il nostro sistema di vita. Non ho ancora capito la verità del perché, vent'anni fa, iniziò l'ingresso (a piccoli passi) di orientali nel nostro territorio, fino a vedere oggidì una marea interminabile dove i più rivendicano la presenza islamica sulla scena pubblica italiana e a una rivoluzione della toponomastica! Che fu fatto? Perché fu concesso? Adesso, come allora, si dice che gli «ospiti» vengono accolti per ragioni umanitarie, economiche, politiche e morali; ma la verità è ben altra: gli immigrati fanno comodo, sono fonte di guadagno, è un business solo per certe associazioni ed enti. Di lì, fino adesso, non s'è mai visto il periodo garantito per una soluzione umana per noi; il primo peggior caso la fuga dei nostri figli per far spazio agli immigrati! Siamo arrivati a un problema più schizofrenico che debba affrontare oggi l'Italia. Da tempo, il nostro amato Paese si trova in una pericolosa pentola a pressione sul punto di esplodere. Ma dove sta l'Italia i cui fattori importanti nella vita sono famiglia e lavoro? A che cosa servono, da e per noi, quei certi islamici che ci creano complessi? Le divisioni sono profonde, la posta in gioco è alta.

Gianmarco Dosselli

FLERO

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