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23 ottobre 2017

Lettere

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27.09.2017

La «Centrale»
e le partecipate

Egregio direttore, una legge di chiara ispirazione renziana rischia di tirare un brutto scherzo ad un sindaco di chiara appartenenza renziana, quale Emilio del Bono. In dettaglio si tratta delle norme del 2016 sulle «partecipate» degli enti locali, ossia sulle società controllate in tutto o in parte soprattutto dai Comuni (indicate da numerose fonti come una anomalia da superare, anche per ragioni di finanza pubblica). Soltanto che a Brescia un grosso rischio incombe sul destino della «Centrale del Latte», entità creata fin dagli anni venti per indubbie ragioni sociali e sanitarie e sempre controllata dal Comune, ma che - per la legge Madia - non sarebbe impegnata a fornire servizi locali (pur godendo di una buona situazione economica). Era del tutto prevedibile che una società quale la «Centrale del latte» bresciana incappasse nelle maglie della legge sulle società partecipate: ulteriore dimostrazione che spesso il legislatore decide, passando come uno schiacciasassi, su una serie di realtà locali avendo come parametro le situazioni più degradate (società create per occupazione di posti pubblici). Comunque, la Giunta di Palazzo Loggia deve assolutamente vincere questa partita, ottenendo la deroga alla legge recentemente richiesta direttamente al sottosegretario Maria Elena Boschi. Sarebbe clamoroso se ciò non avvenisse: uno sgarbo incredibile del Governo verso una Amministrazione locale a guida prevalente del Partito Democratico. Non si di può qui non ricordare il precedente dell’autunno 2015 allorquando, tramite l’assessore Paolo Panteghini in occasione della visita del vice ministro Enrico Morando, la giunta Del Bono si era spesa con entusiastica adesione alla soppressione di una imposta quale la Tasi sulla prima casa (l’Imu era già stata tolta di fatto nel 2013), non accorgendosi di dover digerire proprio dal governo Renzi la perdita di una preziosa entrata legata allo sviluppo territoriale.

Salvatore Lattarulo

BRESCIA

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