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21 novembre 2017

Lettere

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03.11.2017

La faziosità
e la realtà

Egregio direttore, mi sia consentita una doverosa replica alla nota del signor Marco Leoni, apparsa su Bresciaoggi sabato 28 ottobre. Il signor Leoni si dice residente a Desenzano del Garda, ma non può non sorgere un dubbio, se non ha «ancora» percepito dove Desenzano sia precipitata con l’infausta Amministrazione precedente. E non è certo «critica veemente» – come ingenerosamente è stato qualificato il mio dire – ma una semplice constatazione della realtà. Posso capire che la passione politica possa a volte obnubilare la mente, ma almeno gli occhi per vedere li abbiano tutti! Ricorda l’egregio contraddittore la Desenzano dei vecchi sindaci Pienazza (quando uno è bravo, è bello riconoscerlo a dimostrazione che non è rilevante il suo orientamento politico, ma il suo fare) ed Anelli (da tutti amichevolmente chiamato Cino)? La città era divenuta una meta frequentatissima dai turisti e dalla gioventù che arrivava a frotte dai paesi vicini: era leader nei negozi di moda, nei locali della musica e del divertimento (Genux, Biblò, Sesto Senso, Carnaby, tutte strutture ora melanconicamente chiuse...) e nella ristorazione, unica ancora a sopravvivere per la caparbia tenacia degli operatori del settore. E non si dica per favore che questo «decadimento silente» sia colpa della crisi economica che vive il Paese: le responsabilità sono di un’Amministrazione che aveva alzato un vero e proprio muro fra il Comune e la cittadinanza. Non fa parte della mia cultura denigrare, ma egregio signor Leoni, lei si sente di dare il suo apprezzamento a un’amministrazione che non è riuscita (fallendo ripetutamente) a predisporre un bando d’asta appetibile per chi ambisse a gestire la Spiaggia d’Oro, la spiaggia più importante della città ora ridotta a rifugio dei diseredati? E che dire della decisione di adottare la procedura d’urgenza per approvare la concessione dell’ennesimo supermercato nell’area ex Fili che si affaccia su via Marconi, ulteriormente intasata dal traffico? Non si è pensato alle code interminabili che si creano per raggiungere il centro città? E perché neppure prendere in esame la proposta avanzata da politici di sinistra (che hanno però ragionato usando cervello e cuore) di pensare a un progetto ben più radicale, che comprendesse anche la contigua, vastissima area della Eaton Nova, il più grande stabilimento della città ora desolatamente chiuso? Questa politica dei piccoli passi e che non ha voluto affrontare lo studio - ormai indilazionabile - dello sviluppo futuro della città, le pare sia stato giusto e sia segno di professionalità e avvedutezza? Ben vengano - visto che lo ha citato - Briatore od altri importanti investitori a portare idee, proposte e progetti per la città: non soffro nè di invidia nè di gelosia. Anzi, ricordo che spesso c’è da imparare da chi nella vita ha avuto successo! Mi sia consentito da ultimo di togliermi un sassolino: con una malevolenza davvero gratuita si ricorda che il Ristorante Esplanade, indubbio vanto per la città, segnalato su tutte le più note guide gastronomiche, esempio di grande professionalità e riservatezza dei gestori, è di proprietà della Famiglia Redaelli de Zinis; e perciò la severa critica al progetto del Ponte Lepanto (fortunatamente già bocciato dalla nuova Amministrazione) sarebbe «voce interessata». Ma, caro signor Leoni, capisco la sua «fede politica», ma dove trova la forza di giustificare - rectius: di condividere - un inutile mostro volumetrico, che prevedeva ben 18 pilastri in ferro e cemento e una passerella di oltre cento metri in mezzo alle acque del lago (che avevo definito una ferita devastante per l’ambiente lacuale, mai più rimarginabile)? Non trova che sarebbe stato più prudente (e anche intelligente) pensare al problema del Porto della Lepanto prima di iniziare la realizzazione della passeggiata a lago, invece che affrontare il problema quando l’opera stava per concludersi (malamente)? L’architetto Guido Malinverno con la sua nota (e più volte già dimostrata) pacatezza, scevro da imposizioni partitiche, amante del bello e delle cose funzionali, dimostrando la sua pratica concretezza, ha già trovato una soluzione alternativa, logica, economica e non impattante visivamente. E smettiamola di continuare a dire bugie: il nuovo sindaco – pur completando la passeggiata – non ha fatto perdere contributi regionali, bensì ha fatto risparmiare varie centinaia di migliaia di euro alle casse comunali, che potranno essere investiti (anche con l’aiuto regionale, che è stato confermato) per la tutela delle acque del lago e nell’arredo urbano della città, che certamente ora non brilla.

Avvocato Alessandro

REDAELLI DE ZINIS

DESENZANO DEL GARDA

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