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21 ottobre 2017

Lettere

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06.10.2017

Le Provinciali?
Strade mutilate

Gentile direttore, gli Enti Locali dal Governo hanno sempre avuto i fondi assegnati per il loro funzionamento, ma che da qualche anno sono stati tagliati all’inverosimile. Sono anche queste le conseguenze delle Direttive Europee in merito al rapporto Debito/Pil. I debiti dello Stato che sono enormi crescono sempre raggiungendo sempre nuovi record. Si parla sempre di questa nefasta ed antipatica spending review. Il colpo maggiore lo hanno subito ancora una volta le Province che si sono accollate anche la Legge Del Rio , quale primo firmatario, per la loro soppressione. Dopo circa 2 secoli di onorato servizio e grande attività sono state ingiustamente mortificate e «mutilate»! Questa operazione fortunatamente non è andata tutta in porto se non a metà, ma ha causato incalcolabili danni al personale ed a tutte le attività. Non ci sono più fondi per il buon funzionamento delle scuole, per la manutenzione delle strade, per la sicurezza, attività culturali, si è avuto il taglio del personale e la sua mobilità in altri Enti, ed altro ancora. Per questi motivi qualche mese fa tutti i Presidenti delle Amministrazioni Provinciali hanno denunciato la situazione al Governo. Per quanto riguarda la nostra viabilità e le strade provinciali, da qualche anno si osserva appunto una carentissima manutenzione ordinaria almeno se la compariamo a quella degli anni scorsi. Vi sono i segnali da sostituire, buche, manti di asfalto che si sono deteriorati, erbacce ed arbusti sulle banchine, banchine laterali da abbassare, diciamo anche che è un bel disastro! Per fortuna vi sono alcune eccezioni! Una volta a Brescia le Strade Provinciali rappresentavano un’eccellenza, erano le migliori d’Italia rispetto alle Strade Comunali e le Strade Statali! Il personale era presente sulle strade e lo si vedeva, e la sua operatività era al top. Adesso vi sono pochi cantonieri (Operatori stradali specializzati) rispetto alla rete che ha circa 2.000 chilometri e molti depositi di cui alcuni di fortuna ed altri improvvisati. Con i camioncini percorrono 100-150 chilometri al giorno ed intervengono nei punti più critici. Comunque vi sono alcuni lavori fatti dalle imprese che non mi sono piaciuti. A Remedello la SP29 parte dal Km 0+000 ed arriva a Montichiari. Essa nel centro abitato assume il nome di via Cappellazzi e di via Tonini. Aveva l’asfalto che era perfetto e l’acqua andava dispersa e defluiva nella fogna bianca. Poi qualche anno fa sono stati fatti dei costosi lavori consistenti nella scarifica, ovvero di abbassamento dell’asfalto e la successiva riasfaltatura . Il risultato è che la strada è diventata più bassa e si allaga spesso in gran parte della carreggiata. Inoltre è tutta crepata e l’asfalto viene via. Vi sono dei rappezzi che fanno paura a vederli. I passanti vengono «lavati» da spregiudicati conducenti. È stata fatto un costosissimo lavoro inutile e sbagliato di cui se ne poteva fare a meno. Scarificando lo spessore del manto bituminoso si è irreparabilmente indebolito ed è tutto crepato e ci sono tanti rappezzi. Il rimedio? Penso che è quello di riasfaltare su almeno 5-10 centimetri pressati dal rullo per ripristinare un giusto spessore, tutto come era prima! E chi paga? Le casse del popolo. Ma chi ha ordinato di fare quei lavori venga a vedere cosa ha combinato e se ne faccia una ragione. Il danno cagionato è notevole! Andando più avanti al passaggio a livello della ferrovia Parma-Brescia al Casello Km. 59+348 che viene intersecato sempre con la S.P. 29 al Km 1+830 circa vi è una pericolosa strozzatura larga circa 5 metri. Il passaggio è stretto per cui i grandi mezzi passano alternativamente uno alla volta. In prossimità dei binari il manto d’asfalto è ceduto di alcuni centimetri (da 5 a 10) per cui andrebbe urgentemente livellato. Nel corso degli anni si sono avuti ripetuti e gravissimi incidenti stradali che potevano andare peggio se contemporaneamente fosse passato il treno. Penso che si possa rimediare facendo un buon livellamento del manto bituminoso, poi allargando tale passaggio di un paio di metri o almeno mettere urgentemente almeno 4 punti luce. La sera e con la nebbia diventa un punto pericolosissimo. Altro punto precario è nella intersezione tra le SS.PP. 29 (Remedello-Montichiari) e 69 (Calvisano-Mezzane-Carpenedolo). Circa 40 anni fa è stata fatta una rotonda. Anche qui accadono troppi incidenti in tutte le stagioni per cui penso che essa andrebbe ingrandita e messi dei punti luce. Sono state fatte tantissime rotonde grandi e in alcuni comuni piccolissime, di cui tantissime inutili e ridicole sperperando sempre il denaro pubblico. Segnalo che c’è ne vorrebbe una a Castenedolo in un punto pericolosissimo tra la SP66 Castenedolo-Ghedi e la ex SS236 Goitese tratto «Montichiari Castenedolo» adesso gestita dalla Provincia di Brescia. È sempre difficile immettersi nella ex-Goitese e sono accaduti per questo tantissimi incidenti. In questo punto che la rotonda sarebbe necessaria, non la si fa! Poi vi è da almeno 20 anni una freccia che indica Brescia distante solo Km. 5 mentre ve ne sono almeno 11. Ultima osservazione riguarda la tangenziale di Montichiari. Visto il traffico pesante il manto d’asfalto si è deteriorato in diversi tratti e vi sono dei rappezzi. Penso che sia dovuto a causa un brutto difetto di costruzione. I tecnici hanno rimediato facendoli scarificare e poi riasfaltare conservando perfettamente lo stesso livello. Invece hanno speso tempo e denaro inutilmente perché il deterioramento è ricomparso nel corso di 1-2 anni. Penso che la causa sia da ricercare nello spessore del manto bituminose del fondo e di quello d’usura che era già insufficiente e che sarebbe dovuto essere rafforzato, ovvero aggiunto ed ispessito. Dove l’hanno fatto il problema non si presenta più come nel caso della SP29 tra Remedello e Visano e c’è ne accorgiamo all’inizio e alla fine per un piccolo «salto». Altro punto critico è sulla SP76 tra Remedello ed Isorella ovvero il tratto compreso tra le due rotonde. Sul lato sinistro che corrisponde a quello dell’allargamento fatto 18 anni fa è avvenuto un cedimento per cui vi è sempre un velo d’acqua.

Ermanno Maccione

REMEDELLO

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