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22 ottobre 2017

Lettere

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05.10.2017

Legge Delrio
ed errori

Egregio direttore, perseverare nell’errore è forse, secondo il detto comune, esercizio diabolico, comunque di errori ripetuti e non evitati, nella legislazione sul riordino delle province voluta dalla legge Delrio (legge 56/2014), ne vediamo tanti: ultimi quelli sul riordino in capo alle Regioni delle funzioni assistenziali in campo scolastico, incluse le funzioni relative all'assistenza per l'autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilità fisiche o sensoriali, prima funzioni che erano di competenza delle Province. Come è noto la «riforma Delrio» non intendeva abrogare le Province, ma riordinare invece le funzioni di competenza dell’ente intermedio, anticipando però un esito referendario che sanciva la loro abrogazione. E sappiamo tutti cosa è successo il 4 dicembre 2016. Ora, stante l’esito negativo del referendum, le Province rimangono lì dove sono, ma le loro funzioni assistenziali lo Stato, a differenza della riforma Bassanini che le aveva affidate all’ente intermedio più vicino ai cittadini, le ha riassegnate nel 2016, con risorse dallo Stato dimezzate, alla Regione autonoma (per citare la Lombardia), la quale adesso si trova bersaglio delle giustificate critiche degli amministratori locali, che devono pur garantire il diritto allo studio e quei servizi di assistenza ad personam ai disabili nelle scuole superiori. Ma non era stato detto che, per non incorrere agli errori fallimentari dell’abolizione delle province sub il governo tecnico, almeno era opportuno non ripetere gli stessi errori?

Antonio Petrina

BRESCIA

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