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21 novembre 2017

Lettere

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22.10.2017

Niente feste
per Halloween

Gentile direttore, lo «shamain» era per i celti la celebrazione più importante dell'anno, momento in cui i druidi credevano che i morti dell'anno precedente tornassero sulla terra in cerca di nuovi corpi da possedere. Così, mentre i contadini spegnevano il focolare per allontanarli, essi si radunavano sulla collina per compiere la cerimonia notturna in cui, fra riti e danze, offrivano sacrifici per spaventare gli spiritelli cattivi e impedirne il ritorno sulla terra. Una volta spento il fuoco mettevano le ceneri ardenti nelle rape e passavano a donare alle famiglie affinché riaccendessero il fuoco e chiedevano in cambio offerte per il loro Dio, proferendo maledizioni in caso di rifiuto da qui la celebre frase «Trick or Treat», ovvero offerta o maledizione che è stata trasformata nell'attuale «dolcetto o scherzetto» dei nostri tempi. Nei tre giorni successivi la notte dei sacrifici i druidi si mascheravano con pelli di animali uccisi per esorcizzare e spaventare gli spiriti. Malgrado le origini pagane Halloween è un modo per ricordare la coesione e la continuità del destino attraverso il ricordo degli avi che in spirito tornavano ciclicamente a riaffermare il legame trascendentale con gli umani. I coloni irlandesi portarono la loro festa in America, dove purtroppo si è sviluppato il lato prettamente commerciale della cosa. Gli irlandesi scoprirono la zucca e la sostituirono alla rapa, col passare degli anni poi Halloween è diventato un po' come un carnevale dell'horror, dove i bambini vanno in giro per le case a bussare chiedendo spiccioli e dolcetti, e se le persone si rifiutano possono loro ritirare brutti tiri per esempio svuotare la spazzatura nel giardino. Si è stravolto così tutto il significato antico e spirituale della festa e predomina il lato prettamente commerciale, consumistico della ricorrenza. Noi europei non potevamo di certo rimanere immuni allo scempio ed ecco il dilagare del macabro Halloween con festini in maschera e zucche a go-go! In questi giorni sono costretta a subire la tortura di negozi e supermercati addobbati per l'occasione, dove addirittura i festoni di Halloween stazionano di fronte a presepi e angioletti (il sacro e profano), di mamme che spendono capitali in trucchi, maschere, capelli da strega, di ristoranti, pub e discoteche che si preparano all'occasione, di parchi divertimento attrezzati con eventi di ogni sorta, di feste e spettacoli a ingresso gratuito per i piccini che si presentano mascherati da mostriciattoli. Aggiungiamo poi le maestre che fanno il festino a scuola, i preti che lo fanno all'oratorio, le biblioteche addobbate con insostenibili festoni, e la frittata è fatta. Ho visto addirittura sponsorizzare la festa di Halloween sui giornali religiosi con consigli riguardo al tale dolcetto da fare in casa o sulla maschera più adatta da indossare, quando dovrebbero essere proprio i preti i primi a contestare questo carnevale horror. Se gli adulti, gli educatori, quelli che dovrebbero conservare le nostre radici e trasmettere sani principi ai bambini si comportano così, non possiamo lamentarci per il dilagare di questa festa diabolica.

Maurizia Brunelli

MANERBIO

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