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22 ottobre 2017

Lettere

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04.10.2017

Un referendum
del tutto inutile

Egregio direttore, tra poco meno di un mese si terrà la consultazione referendaria per l’autonomia della Lombardia. Tuttavia l’appuntamento del 22 ottobre presenta vari profili di criticità. Anzitutto, si tratta di un'iniziativa di valenza giuridica e istituzionale nulla e non produrrà, qualsiasi sia il risultato, alcun vincolo né per la Regione né per il Governo. Istituzionalmente non ha alcuna necessità perché la Lombardia poteva e può aprire, come stanno facendo altre regioni (Emilia Romagna in primis), un confronto con il governo per l'applicazione dell'art. 116 sul regionalismo differenziato, anziché spendere 50 milioni di euro di soldi pubblici. Il quesito, nella sua genericità, ha tutta l'aria di essere una richiesta di delega in bianco ai vertici della Lega. L'esatto contrario di quello che dovrebbe essere un referendum, sia pure consultivo. Maroni e la Lega, con il supporto di Forza Italia e dei 5 Stelle, stanno cucendo addosso alla consultazione un vestito improbabile. Dicono, mentendo sapendo di mentire, che così resteranno 46 miliardi sul territorio lombardo. Nulla di più falso. Anche se dovessero essere attribuite alla Lombardia tutte le materie previste dalla Costituzione, le eventuali risorse trattenute serviranno per gestire funzioni e servizi ora «pagati» dallo Stato. Un semplice travaso di fondi che nulla garantisce in termini di qualità dei servizi. È evidente l’utilizzo strumentale e propagandistico che Maroni ne sta facendo a pochi mesi dalla scadenza del suo mandato con il tentativo, maldestro, di riproporsi con qualcosa in mano, dopo aver fallito la promessa del «75% delle tasse in Lombardia». Ma è bene ricordare che Maroni è governatore della Lombardia non da 4 mesi, ma da 4 anni. E Lega e Forza Italia governano la nostra Regione ininterrottamente dal 1995! Solo oggi ci chiedono se vogliamo più autonomia? Insomma, siamo di fronte ad una consultazione strumentale, puramente propagandistica da cui mi sento di prendere le distanze. Il voto è una cosa seria, che deve produrre effetti reali e non va strumentalizzata. Per questo il 22 ottobre non mi recherò alle urne.

Massimo Reboldi

SEGRETERIA PD BRESCIA

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