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20 novembre 2018

Spettacoli

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01.09.2018

Assayas, grazia e humor nel ritratto delle coppie

Juliette Binoche
Juliette Binoche

Enzo Pacera VENEZIA Il regista francese 63enne Olivier Assayas ha prediletto storie drammatiche, dal debutto con Il disordine (1986) a Personal Shopper (2016). Fanno eccezione le commedie Irma Vep (’96) con Maggie Cheung, per un po’ sua moglie, e ora Double vies (Non-fiction) con cui concorre in Mostra. Alain (Guillaume Canet) abile editore parigino riflette sulla lesiva mutazione che l’informatica inocula nella stampa cartacea. Allo scrittore di scuderia Léonard (Vincenti Macaigne) nega la pubblicazione dell’ultimo romanzo perché ripropone vicende sentimentali autobiografiche con scoperte allusioni a personaggi reali. Selena (Juliette Binoche), nota attrice di serie televisive poliziottesche e moglie di Alain, difende il libro. Léonard le è simpatico, pure troppo. D’altro canto lei paventa che Alain abbia altre relazioni, forse non a torto. Il tema serio - editoria-web, scelte economiche pilotate da algoritmi, scelte estetiche condizionate da twitter, politica e media – è affrontato vivacemente a più riprese dai molti intellettuali in scena, soprattutto a cena. Il girotondo delle coppie, così francese, ha il sapore e lo humour delle cose della vita. Ma tutto non va oltre un brillante incrociarsi di acri battute. La sala dei critici tributa caldi applausi, grata d’aver scansato argomenti d’afflizione. Ma il divertimento contagioso è esploso con The Ballad of Buster Scruggs scritto e diretto dai fratelli Joel & Ethan Coen. Sei episodi, non tutti di eguale livello, che perlustrano luoghi comuni e nonsense canonici dell’epopea western. Nel primo il cantore pistolero del titolo (Tim Blake Nelson), bianchi vestito e cavallo, sposa revolverate, musical e trovate. Tutti si sbellicano. Poi il maldestro rapinatore (James Franco), il misero teatro viaggiante (di Liam Neeson), il cercatore d’oro (Tom Waits), la carovana con donna maritabile virano su toni più cupi e il west si fa sempre più selvatico. Cast strepitoso, produzione Netflix, digitale imperante governato in modo magistrale. Fuori concorso incuriosisce il debutto alla regia dell’attore Bradley Cooper con l’intreccio di A Star Is Born. Precedenti: 1937 regia Wellman con Janet Gaynor, 1954 Cukor-Garland, 1978 Pierson-Streisand. Cooper dirige e fa coppia con Lady Gaga: l’ascesa della giovane e la discesa del suo pigmalione seguono il prevedibile al tempo del country rock.

Enzo Pacera
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